Poesia e magia di Ozieri nelle opere di Bardzki

Pubblicato il catalogo della mostra che sarà dedicata al pittore romano Ha lasciato in eredità alla città gli affreschi sulla vita di San Francesco

OZIERI. Un’accurata ricerca e un’analitica catalogazione hanno portato in questi giorni alla pubblicazione di “Eugenio Bardzki, tra Sardegna e sogno” che arricchisce ulteriormente il patrimonio artistico e culturale del territorio. Il catalogo curato da Michele Calaresu e Mario Lai, per conto del Comune di Ozieri, dell’Istituzione San Michele e della famiglia del pittore, sarebbe servito ad accompagnare la mostra delle opere di Bardzki, uno tra i più grandi artisti italiani di pittura “fantastica” del XX secolo, scomparso undici anni fa e che con la città ha avuto un legame strettissimo avendo sposato nell’immediato dopoguerra l’ozierese Stefania Angeletti. L’emergenza sanitaria purtroppo ha fatto rimandare l’evento.

La pubblicazione è un primo passo per dare risalto ad una figura artistica che a Ozieri ha lasciato tracce importanti nell’arte a tema sacro, come il ciclo di affreschi sulla vita di San Francesco e le grandi tele dell’omonima chiesa, un grande dipinto presso la Cattedrale ed un affresco nella chiesetta di San Sebastiano. In maniera originale Bardzki si ispirò ai grandi pittori del passato creando personalissimi mondi, intrisi di mitologia classica, saghe nordiche e avventure medioevali. Un sogno quasi sempre malinconico e struggente, che sottolinea il senso di perdita di una vagheggiata condizione ideale, la decadenza ineluttabile dello splendore. È il trascorrere del tempo il vero protagonista delle sue fantasie, il tempo che travolge quanto di bello è stato, e di cui l’osservatore può solo intravedere l’ultimo barlume prima della sua completa estinzione. Parallelamente alla pittura “fantastica”, Bardzki ha condotto una propria ricerca nel campo della pittura di paesaggio, trovando ispirazione nella natura sfolgorante del nord Sardegna, nella città di Roma e nei paesaggi del Centro Italia.

«Alla luce di quanto lasciato in eredità alla città, è quantomeno doveroso, oltre che un privilegio, ospitare la prima rassegna antologica della produzione di un artista ancora poco conosciuto dal grande pubblico – hanno detto Calaresu e Lai – consentendo, attraverso il libro appena pubblicato, di saggiare un’anteprima di ciò che sarà la splendida mostra che a breve potrà essere ammirata». Alla stesura dei testi hanno collaborato i figli del pittore, con un capitolo che ne illustra la biografia, sia dal punto di vista umano che artistico. Negli altri capitoli i due studiosi dell’arte analizzano la tecnica e i caratteri stilistici. Nelle 128 pagine della monografia, il cui ricavato servirà a sostenere le spese della mostra, si trovano anche 139 immagini di dipinti, affreschi, acquerelli, illustrazioni e sculture.

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