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Sassari

Vittima di abusi i periti: è attendibile

di Nadia Cossu
Vittima di abusi i periti: è attendibile

Una 17enne ha accusato lo zio: mi ha violentato e minacciato Il consulente della controparte: la ragazza è egocentrica

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SASSARI. La ragazza era in grado di testimoniare davanti al giudice nell’incidente probatorio durante il quale aveva ripercorso il suo incubo ricordando momenti terribili, quando quello zio tanto premuroso e attento con la sua famiglia avrebbe abusato di lei. La 17enne – che in un compito in classe assegnato dalla docente di Lettere in occasione della giornata dedicata alla violenza contro le donne aveva raccontato l’intima tragedia vissuta quando aveva 12 anni – qualche mese fa ha confermato tutte le accuse contro un bancario sassarese di 65 anni che l’avrebbe prima molestata e poi violentata costringendola ad avere un rapporto sessuale con lui dentro la macchina. L’uomo, assistito dagli avvocati Marco Palmieri e Le Pera, per quei fatti è stato anche arrestato.

Dopo il racconto della ragazza era stato disposto che la stessa venisse sottoposta a perizia psichiatrica per verificare l’attendibilità delle sue dichiarazioni. Alcuni giorni fa, davanti al gip Antonello Spanu, i consulenti nominati dal giudice, dal pm e dall’avvocato di parte civile Silvia Ferraris, hanno stabilito che la diciassettenne ha mostrato coerenza nelle emozioni durante il racconto, non hanno rilevato alcuna patologia, nemmeno pregressa, e hanno accertato – nei rispettivi incontri individuali avuti con la giovane – l’assoluta stabilità emotiva. Alcuni dubbi sono stati invece sollevati dal consulente della controparte che avrebbe rilevato qualche disturbo legato a egocentrismo.

Al termine dell’incidente probatorio, durato ben quattro ore, gli atti sono tornati al pm che ora deciderà se chiedere il rinvio a giudizio dell’indagato o l’archiviazione di tutte le accuse.

Gli abusi sarebbero cominciati nell’estate del 2015. E cioè quando lo zio aveva portato l’allora 12enne e suo fratello in una casa di campagna e dopo averla fatta entrare con un pretesto – questa è la versione della giovane – avrebbe cercato più volte di baciarla. Poi ci sarebbero stati due episodi al mare, quando in acqua l’uomo l’avrebbe palpeggiata e poi, approfittando di un momento in cui la ragazzina era sola, l’avrebbe molestata ancora. Fino al momento più drammatico di tutti: il giorno in cui lo zio, dopo essere andato a prenderla a scuola, l’avrebbe portata in un terreno nelle campagne di Sassari dove avrebbe abusato sessualmente di lei all’interno della macchina. Episodio al quale sarebbero seguite le minacce: «Se parli ammazzo te, poi tuo padre e tua madre». L’indagato fin dal primo momento ha sempre negato con fermezza di aver mai anche solo sfiorato la nipote.

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