«Siate orgogliosi del mio papà», l'addio a Tonello Scanu 

La figlia Martina dall’altare della chiesa di Ossi ha ricordato quanto il padre andasse fiero della sua divisa

INVIATO A OSSI. «Siate orgogliosi di mio padre, siate fieri di lui e raccontate sempre con grande orgoglio chi era Tonello. Come lui era orgoglioso di tutto ciò che aveva: la sua famiglia, la sua divisa, il suo lavoro in cui era sempre pronto a mettere davanti se stesso per aiutare gli altri, era il nostro eroe. Eri il mio eroe bà, ti prometto che studierò e mi darò una mossa».

La parole di Martina, la più grande delle due figlie di Tonello Scanu, pronunciate nel gelido pomeriggio di ieri dall’altare della chiesa di San Bartolomeo a Ossi al termine della cerimonia funebre, hanno riscaldato i cuori dei tanti parenti e dei colleghi del vice capo squadra dei vigili del fuoco morto folgorato lunedì mattina durante un intervento nelle campagne alle porte di Nulvi, a causa di un cavo dell’alta tensione spezzatosi per il maltempo.

Alla funzione religiosa, celebrata dall’arcivescovo di Sassari, Gian Franco Saba e dal parroco di Ossi, don Felix Mahoungou, erano presenti il sottosegretario del ministero dell’Interno, Carlo Sibilia, il capo Dipartimento dei vigili del fuoco, Laura Lega, e il capo del Corpo nazionale, Fabio Dattilo, il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, il sindaco di Ossi, Pasquale Lubinu. Dopo aver accompagnato la bara sino al sagrato della chiesa con l’autoscala dei vigili del fuoco, la maggior parte dei colleghi - arrivati da tutta l’isola - ha atteso la fine della funzione fuori dalla chiesa che non poteva contenere più di ottanta persone. «Quando ti chiedevo come fosse possibile che una vita potesse spezzarsi da un momento all’altro – ha proseguito Martina dall’altare – cercavi le parole, cercavi di spiegarmi. Ora che non ci sei più chi me lo spiega bà? So che quello che è successo non è colpa tua – ha concluso la figlia di Tonello Scanu – ti prometto che vivrò la vita giorno per giorno come ti dicevo sempre e seguirò i tuoi insegnamenti». Poco prima, durante la funzione religiosa monsignor Saba aveva provato ad asciugare le lacrime di Martina, di Katia la moglie del vigile del fuoco e di Serena la figlia più piccola di Tonello Scanu. «Il nostro cuore e il vostro, carissime – ha detto l’arcivescovo – è segnato da un profondo velo di mestizia per il dolore provato a causa dell’improvvisa dipartita del nostro fratello Tonello. Ho un ricordo vivo di una persona affettuosa, amabile, solare. Il suo cuore buono e generoso ora è custodito da Dio». Toccanti anche le parole del comandante provinciale dei vigili del fuoco Girolamo Bentivoglio Fiandra: «Quando la vita di un uomo si spegne – ha detto commosso il comandante – rimane quello che ha seminato e quello che Tonello ha seminato lo vediamo soprattutto dalla sua grande famiglia. Ci mancherà il collega, ci mancherà l’amico e ci mancherà il suo sorriso la mattina in caserma davanti alle paste della colazione. Avrei voluto conoscerti meglio – ha concluso Fiandra – e apprezzare di più il tuo grande cuore». Subito dopo un applauso commosso ha salutato l’uscita della bara dalla chiesa per l’ultimo viaggio del gigante buono che amava la sua famiglia e il suo lavoro.

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