Uonpia a San Camillo, esplode la polemica
I familiari dei ragazzi autistici: «Sede lontana e disagevole». L’Ats: «Era necessario cambiare»
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SASSARI. Fa discutere il trasferimento dell’unità operativa di Neuropsichiatria infantile, dalla sede di via Oriani ai locali del San Camillo. Una decisione improvvisa, presa alla vigilia di Natale, che ha messo in allarme l’Angsa, l’associazione nazionale genitori soggetti autistici Sassari, che per bocca della sua presidente Giovanna Tuffu ha attaccato l’Ats: «Un trasferimento in locali lontani e poco accessibili, quando di accessibilità in primis dovremmo parlare, rende problematica la fruizione di questo fondamentale servizio da parte delle famiglie. La zona scelta inoltre è anche poco servita dai mezzi pubblici escludendo così quelle fasce di persone ancora più impossibilitate a raggiungere determinati luoghi con mezzi propri. È incomprensibile il motivo per cui l’Uonpia non sia stata trasferita nel complesso sanitario di Rizzeddu come già era stato deliberato dalla stessa Ats a giugno».
A stretto giro di posta la replica dell’azienda: «Sappiamo bene che i giovani pazienti dell’Uonpia meritano il migliore trattamento possibile e ogni nostra decisione è mossa da questo principio. Per questo, in attesa di trovare nuovi locali adatti ad ospitare il servizio all’interno della città di Sassari, è stato necessario trasferire momentaneamente le attività della Neuropsichiatria infantile nel complesso sanitario di San Camillo che, al contrario della vecchia sede di via Oriani (dislocata in un appartamento al primo piano di un grande condominio), rispetta i requisiti di idoneità richiesti dalle normative anti Covid». Così il Dipartimento di salute mentale e dipendenze, che sottolinea. «È opportuno precisare inoltre che il Dipartimento è da sempre impegnato nel contrasto allo stigma e nella tutela dei pazienti e delle loro famiglie. Collocare i pazienti a Rizzeddu sarebbe foriero di un precoce “etichettamento”. Nella memoria collettiva di Sassari Rizzeddu è ancora sinonimo di “manicomio”. A San Camillo è attiva da diversi anni una sezione dedicata alla Neuropsichiatria infantile e la scelta di trasferire momentaneamente anche le attività di via Oriani, nelle more di trovare dei nuovi locali idonei e che possano ricevere l’accreditamento regionale, non appare in contrasto con le esigenze dei giovani pazienti ma ne tutela anzi il diritto alla cura. In tal senso, il Dipartimento intende dal prossimo anno riprogrammare le attività della Neuropsichiatria infantile garantendo un ampliamento delle attività territoriali».
A stretto giro di posta la replica dell’azienda: «Sappiamo bene che i giovani pazienti dell’Uonpia meritano il migliore trattamento possibile e ogni nostra decisione è mossa da questo principio. Per questo, in attesa di trovare nuovi locali adatti ad ospitare il servizio all’interno della città di Sassari, è stato necessario trasferire momentaneamente le attività della Neuropsichiatria infantile nel complesso sanitario di San Camillo che, al contrario della vecchia sede di via Oriani (dislocata in un appartamento al primo piano di un grande condominio), rispetta i requisiti di idoneità richiesti dalle normative anti Covid». Così il Dipartimento di salute mentale e dipendenze, che sottolinea. «È opportuno precisare inoltre che il Dipartimento è da sempre impegnato nel contrasto allo stigma e nella tutela dei pazienti e delle loro famiglie. Collocare i pazienti a Rizzeddu sarebbe foriero di un precoce “etichettamento”. Nella memoria collettiva di Sassari Rizzeddu è ancora sinonimo di “manicomio”. A San Camillo è attiva da diversi anni una sezione dedicata alla Neuropsichiatria infantile e la scelta di trasferire momentaneamente anche le attività di via Oriani, nelle more di trovare dei nuovi locali idonei e che possano ricevere l’accreditamento regionale, non appare in contrasto con le esigenze dei giovani pazienti ma ne tutela anzi il diritto alla cura. In tal senso, il Dipartimento intende dal prossimo anno riprogrammare le attività della Neuropsichiatria infantile garantendo un ampliamento delle attività territoriali».
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