Libro di ricordi alla maestra centenaria

Cheremule, un dono speciale dai nipoti e dal paese per Ottavia Bagella

CHEREMULE. I nipoti della centenaria ex maestra di Cheremule, Ottavia Bagella, le hanno voluto fare un dono anche a nome della comunità. Nei giorni scorsi, in occasione delle feste natalizie, l’ex insegnante, che ha istruito generazioni di concittadini, ha ricevuto un libriccino di pensieri e ricordi a lei dedicati. La consegna, avvenuta in forma privata, in rispetto delle normative anti Covid, ha riempito di gioia l’insegnante che, come i nipoti, compiaciuta ha detto: «Ringrazio tutti. Questa volta avete davvero strafatto».

L’idea di dedicare un piccolo libro a uno dei personaggi più importanti del piccolo paese, nacque tempo fa dall’iniziativa di uno dei nipoti, Pierfranco Fois. «Così - spiega Fois – , vogliamo ricordare a noi nipoti, ai parenti e agli amici e alle persone che le sono state vicino, la figura di zia Tattai e del mondo che per cento anni l’ha circondata». A ringraziare la maestra per l’amore e la professionalità profusi nei suoi oltre quarant’anni di carriera scolastica, sono stati in tanti: oltre ai familiari, la sindaca Antonella Chessa, studenti e amici tra i quali anche lo scrittore di origini cheremulesi, Franco Mannoni, che conobbe la maestra dopo la seconda guerra mondiale.

A Cheremule tutti sanno che l’insegnante conserva una fervida memoria, ama molto chiacchierare, ricevere visite e partecipare alla vita sociale del paese. «La nostra concittadina – spiega la sindaca Chessa – annoverata tra i nostri cari e dolcissimi centenari, mantiene il suo rigore e la sua autorevolezza anche nelle sue brevi ed intense chiacchierate».

L’insegnante, che ancora oggi vive nella casa dei genitori, trascorre il tempo su una poltrona che ha fatto collocare di fronte a una finestra con vista sulla via principale. Lì, la signorina Ottavia lavora all’uncinetto e, data la pandemia in corso, di tanto in tanto si affaccia a salutare i passanti in attesa che tornino i tempi in cui poteva sedersi sul blocco di pietra, “sa pezza”, posto fuori dalla porta e chiacchierare a lungo con loro.

Daniela Deriu

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