Save the Children dona 65 pc agli studenti Ipsar
di Paoletta Farina
L’associazione e l’Alberghiero insieme in un progetto contro la dispersione Il quartiere del Latte Dolce inserito in un piano nazionale con Napoli e Marghera
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il “Futuro Prossimo” per 65 studenti dell’Istituto Alberghiero di via Cedrino è racchiuso in un personal computer che da oggi Save the Children consegna a ciascuno di loro. “Futuro Prossimo” è, infatti, il progetto a livello nazionale che l’associazione sta realizzando per combattere la povertà educativa e la dispersione scolastica, problemi acuiti dall’emergenza pandemica e dalla didattica a distanza. Che hanno innescato un ulteriore disagio da prevenire ed evitare attraverso azioni concordate con le scuole.
Infondere speranza e dare prospettive ai giovani, loro sì il futuro del Paese, significa non lasciarli indietro e aiutarli nelle difficoltà. Sassari, con il quartiere del Latte Dolce dove la scuola ha una sede moderna e attrezzata, è uno dei tre territori di intervento di Save the Children assieme a Napoli con Chiaiano e a Venezia con Marghera. Aree individuate partendo dai dati Invalsi e Rav che certificano le capacità di apprendimento degli studenti e l’autovalutazione delle scuole nel raggiungere gli obiettivi.
Per i ragazzi del l’Alberghiero, istituto dove l’inclusione sociale e il sostegno in tutti campi ai suoi allievi è la parola d’ordine (è la scuola cittadina che conta il maggior numero di studenti disabili, il 10 per cento dei 1200 iscritti e dove sono presenti molti ragazzi con bisogni educativi speciali e disturbi dell’apprendimento), la collaborazione con Save the Children è un momento di arricchimento ulteriore, la spinta a fare sempre di più. Con una alleata, la nuova dirigente scolastica Antonietta Piras, che proviene dall’insegnamento di sostegno e conosce perfettamente i bisogni, quindi, anche dei ragazzi più svantaggiati. E conosce bene anche il quartiere di Latte Dolce, per avervi già lavorato. «Ai ragazzi vogliamo offrire un saldo punto di riferimento e di accoglienza non solo scolastica ma anche extrascolastica – dice la dirigente dell’istituto – e lo siamo anche in questa emergenza sanitaria dove più che mai hanno necessità di sostegno. Siamo riusciti a tenere aperti tutti i laboratori e anche a fare lezioni in presenza a piccoli gruppi di studenti».
«Save the Children vuole che le scuole siano il soggetto trainante nella lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa – spiega Giulia Nicosia, coordinatrice del progetto “Futuro Prossimo” – e assieme a tutta la comunità educante garantire il benessere e la crescita di ragazze e ragazzi. I pc che doniamo rappresentano la volontà di eliminare distanze e differenze, perché tutti possano sentirsi uguali».
Infondere speranza e dare prospettive ai giovani, loro sì il futuro del Paese, significa non lasciarli indietro e aiutarli nelle difficoltà. Sassari, con il quartiere del Latte Dolce dove la scuola ha una sede moderna e attrezzata, è uno dei tre territori di intervento di Save the Children assieme a Napoli con Chiaiano e a Venezia con Marghera. Aree individuate partendo dai dati Invalsi e Rav che certificano le capacità di apprendimento degli studenti e l’autovalutazione delle scuole nel raggiungere gli obiettivi.
Per i ragazzi del l’Alberghiero, istituto dove l’inclusione sociale e il sostegno in tutti campi ai suoi allievi è la parola d’ordine (è la scuola cittadina che conta il maggior numero di studenti disabili, il 10 per cento dei 1200 iscritti e dove sono presenti molti ragazzi con bisogni educativi speciali e disturbi dell’apprendimento), la collaborazione con Save the Children è un momento di arricchimento ulteriore, la spinta a fare sempre di più. Con una alleata, la nuova dirigente scolastica Antonietta Piras, che proviene dall’insegnamento di sostegno e conosce perfettamente i bisogni, quindi, anche dei ragazzi più svantaggiati. E conosce bene anche il quartiere di Latte Dolce, per avervi già lavorato. «Ai ragazzi vogliamo offrire un saldo punto di riferimento e di accoglienza non solo scolastica ma anche extrascolastica – dice la dirigente dell’istituto – e lo siamo anche in questa emergenza sanitaria dove più che mai hanno necessità di sostegno. Siamo riusciti a tenere aperti tutti i laboratori e anche a fare lezioni in presenza a piccoli gruppi di studenti».
«Save the Children vuole che le scuole siano il soggetto trainante nella lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa – spiega Giulia Nicosia, coordinatrice del progetto “Futuro Prossimo” – e assieme a tutta la comunità educante garantire il benessere e la crescita di ragazze e ragazzi. I pc che doniamo rappresentano la volontà di eliminare distanze e differenze, perché tutti possano sentirsi uguali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
