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Sassari

Alla scoperta di Mara con un video

Alla scoperta di Mara con un video

Realizzato dai giovani del Servizio civile, mostra le mille attrattive del paese

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MARA. Andare per grotte a Sa Ucca ‘e su Tintirriolu o a Sa Ucca ‘e Filiestru, vagare per chiese, fra quelle urbane dedicate a San Giovanni Battista e a Santa Croce, o quella campestre universalmente conosciuta di Bonu Ighinu. O ancora, fare un tuffo nel passato al Centro espositivo della civiltà contadina, ammirare i murales per le strade del paese, o perdersi nel territorio fra il Castello di Bonvehi, i tanti nuraghi e domus de janas, i ruderi delle chiese di Santa Vittoria e Santa Caterina, il vulcano estinto di Monte Larenta. Sarà più facile, d’ora in poi, grazie al video “Mara, tra storia e cultura”, realizzato dai giovani del Servizio civile di Mara. Paola, Rossella, Roberto, coordinati dall’operatrice locale Maria Sechi.

È il lavoro conclusivo dei tre progetti promossi dal Comune, che hanno coinvolto diversi giovani nel servizio civile, e che erano finalizzati a valorizzare e far conoscere la cultura e la storia del piccolo paese del Meilogu, mostrandone le bellezze in ambito archeologico e naturalistico. Ne è risultato un filmato lungo 33 minuti, reperibile sul profilo facebook del Comune di Mara e su Youtube, ricco di informazioni e curiosità sulle molte attrattive del piccolo centro al confine fra il Meilogu e il Villanova.

La sua collocazione su un vasto gradino trachitico a 257 metri sul livello del mare, le tracce dell’antico insediamento, che ne fanno risalire le origini al periodo neolitico, e che hanno dato luogo alla “Cultura del Bonu Ighinu” del IV millennio a.C., con il rinvenimento di vasi, scodelle, mestoli, cucchiai. I 17 nuraghi, fra cui quelli più conosciuti: “Tomasu”, “Coladorzos” e “Noeddos”, e le domus de janas di Furrighesos e di “Sant’Andria”. Il Castello di Bonvehi, posto su un rilievo montuoso a 398 metri , chiamato “Sa punta ‘e su Casteddu”, fu costruito nel tardo XIII secolo dalla famiglia dei Doria e passò poi a Mariano d’Arborea e agli aragonesi. La parrocchiale di San Giovanni Battista, edificata intorno al 1700, risale al periodo gotico-aragonese. Ha la facciata in stile barocco, ed un campanile di foggia assai particolare a forma ottagonale.

Sempre nel centro abitato, la chiesa di Santa Croce venne edificata nel XVII secolo, e nel 1800 utilizzata come oratorio della confraternita di Santa Croce. Ma il vero gioiello di Mara è la chiesa campestre dedicata a “Nostra Signora di Bonu Ighinu”, edificata intorno al 1600, secondo la leggenda, nel luogo in cui apparve la Madonna. Nella stessa zona, le grotte, con quella di “Filiestru”, che ha dato origine alla omonima cultura (4300-4000 a.C), e dove è stato ritrovato un vaso con tracce di ocra rossa risalente al periodo fra il 6000 e il 4900 a.C.

Mario Bonu

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