la vertenza
Rifiuti, la Fp Cgil indice lo sciopero E intanto il Comune multa la Gretas
SASSARI. Caos e disorganizzazione regnano nel servizio di raccolta dei rifiuti Gretas, il personale è sul piede di guerra e la città è sporca. Scende in campo la Fp Cgil che, dopo la manifestazione...
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SASSARI. Caos e disorganizzazione regnano nel servizio di raccolta dei rifiuti Gretas, il personale è sul piede di guerra e la città è sporca. Scende in campo la Fp Cgil che, dopo la manifestazione di dicembre, per il 15 febbraio ha indetto uno sciopero su tutti i turni, eccettuati i servizi essenziali. Uno sciopero arrivato dopo che sono rimaste in stallo le trattative del sindacato con la Rti che ha vinto il maxi appalto da 132 milioni di euro per l’Igiene ambientale con un contratto di sei anni e sei mesi. La procedura di raffreddamento avviata, trattandosi di servizio pubblico, per arrivare a una composizione del conflitto, non ha visto passi avanti da parte di Gesenu, Ambiente Italia e Formula Ambiente, vecchi gestori del servizio di Nettezza urbana ritornati appassionatamente insieme in raggruppamento. E il sindacato ha risposto con mano dura.
Intanto il Comune – che nel progetto Gretas ha investito per ridare decoro a una Sassari che con la pulizia ha un rapporto di amore-odio – ha gli occhi puntati sul servizio e in questi giorni ha inflitto penalità nell’ordine di alcune decine di migliaia di euro per il mancato rispetto del capitolato sulla raccolta nella Nurra e su plastica e vetro.
Da parte sua la Fp Cgil contesta inadempienze contrattuali su mansioni, ferie, orari, chiamate in servizio, e la pericolosità dei vecchi mezzi, con tre di questi che si sarebbero incendiati per le cattive condizioni. Dice Paolo Dettori, segretario generale della Fp Cgil: «L’organizzazione del lavoro, ritengo, è praticamente inesistente e ciò causa una situazione di fortissimo disagio e stress per i lavoratori e di continue violazioni del contratto di lavoro. Ciò ci preoccupat e ci auguriamo che le aziende e l’amministrazione trovino soluzioni o diversamente saremo costretti ad andare avanti».
Una soluzione dal punto di vista sindacale la auspica anche l’assessora all’Ambiente Antonella Lugliè: «Abbiamo creduto in un progetto di gestione dei rifiuti che ha come obiettivo quello di migliorare la città. Devo ricordare che siamo nei sei mesi di transizione dell’appalto e quindi se ci sono problemi di organizzazione è probabile che derivi dal fatto che il servizio non è ancora entrato a regime. Sappiamo che la Rti è in attesa di nuovi mezzi e che si stanno consegnando i mastelli per il porta a porta. Sappiamo anche che il nuovo gestore ha firmato un accordo con le organizzazioni sindacali, che però la Cgil non ha sottoscritto. Nel frattempo, il Comune non fa mancare un’attenta vigilanza e le forti penalità che abbiamo inflitto lo dimostrano, anche se dispiace avervi dovuto ricorrere. Ma siamo e saremo inflessibili sul rispetto del capitolato ed abbiamo inasprito le penalità perché vogliamo un servizio efficiente». Sull’accordo la Fp Cgil, che ha il maggior numero di lavoratori iscritti, ha indetto un referendum, e al momento non ha valore.
Intanto il Comune – che nel progetto Gretas ha investito per ridare decoro a una Sassari che con la pulizia ha un rapporto di amore-odio – ha gli occhi puntati sul servizio e in questi giorni ha inflitto penalità nell’ordine di alcune decine di migliaia di euro per il mancato rispetto del capitolato sulla raccolta nella Nurra e su plastica e vetro.
Da parte sua la Fp Cgil contesta inadempienze contrattuali su mansioni, ferie, orari, chiamate in servizio, e la pericolosità dei vecchi mezzi, con tre di questi che si sarebbero incendiati per le cattive condizioni. Dice Paolo Dettori, segretario generale della Fp Cgil: «L’organizzazione del lavoro, ritengo, è praticamente inesistente e ciò causa una situazione di fortissimo disagio e stress per i lavoratori e di continue violazioni del contratto di lavoro. Ciò ci preoccupat e ci auguriamo che le aziende e l’amministrazione trovino soluzioni o diversamente saremo costretti ad andare avanti».
Una soluzione dal punto di vista sindacale la auspica anche l’assessora all’Ambiente Antonella Lugliè: «Abbiamo creduto in un progetto di gestione dei rifiuti che ha come obiettivo quello di migliorare la città. Devo ricordare che siamo nei sei mesi di transizione dell’appalto e quindi se ci sono problemi di organizzazione è probabile che derivi dal fatto che il servizio non è ancora entrato a regime. Sappiamo che la Rti è in attesa di nuovi mezzi e che si stanno consegnando i mastelli per il porta a porta. Sappiamo anche che il nuovo gestore ha firmato un accordo con le organizzazioni sindacali, che però la Cgil non ha sottoscritto. Nel frattempo, il Comune non fa mancare un’attenta vigilanza e le forti penalità che abbiamo inflitto lo dimostrano, anche se dispiace avervi dovuto ricorrere. Ma siamo e saremo inflessibili sul rispetto del capitolato ed abbiamo inasprito le penalità perché vogliamo un servizio efficiente». Sull’accordo la Fp Cgil, che ha il maggior numero di lavoratori iscritti, ha indetto un referendum, e al momento non ha valore.
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