Coltellate all’ex, disposta una perizia
Una 33enne condannata in primo grado a 16 mesi. I legali: «Fu legittima difesa»
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Sarà una perizia, affidata ieri mattina al medico legale Salvatore Lorenzoni, a chiarire se Marcello Cuguttu, imprenditore ozierese di 37 anni, la notte di Capodanno del 2017 si trovasse in posizione frontale rispetto alla ex compagna 33enne Giovanna Sanna o se le desse le spalle. Un accertamento che potrebbe valere, nel processo d’appello, l’assoluzione della donna perché confermerebbe la tesi – sempre sostenuta dall’imputata e dai suoi avvocati Abele e Pietro Cherchi – della legittima difesa.
La Sanna in primo grado era stata condannata a un anno e quattro mesi di reclusione per aver inferto tre coltellate a Cuguttu all’interno della loro abitazione, a Ozieri. In un primo momento era stata arrestata per tentato omicidio, poi, una volta emersi alcuni dettagli del rapporto tra i due e chiarita meglio la dinamica, il reato era stato derubricato in lesioni. La donna ha sempre sostenuto di essersi difesa dall’ex che – come peraltro accaduto più volte in passato – voleva aggredirla.
Ieri il procuratore generale ha chiesto al collegio presieduto da Maria Teresa Lupinu che venisse disposta la perizia, accordata dopo una breve camera di consiglio. Il 2 marzo sarà sentito il medico legale Lorenzoni.
Quella tra l’uomo e la donna è una storia infinita di denunce e controdenunce. Lei era stata portata in carcere a Bancali a gennaio del 2018, poi la misura era stata sostituita con i domiciliari, a settembre era stata scarcerata e il giudice le aveva però vietato di avvicinarsi a Cuguttu. Divieto di avvicinamento che era stato applicato anche a lui che a ottobre dello stesso anno era stato ugualmente arrestato (per quel fatto è stato processato e assolto) per aver tentato di gettare la Sanna in un burrone e per stalking.
Davanti al giudice, Cuguttu (difeso dall’avvocato Antonio Secci) è tornato il 10 novembre del 2020 nel processo che lo vedeva imputato di molestie, minacce (del tenore “ti ammazzo come ti vedo”, “ritieniti rovinata a vita”, “prega che mi fermino prima i carabinieri”) e lesioni. In quel caso è stato condannato a 4 mesi di reclusione e 500 euro di ammenda. (na.co.)
La Sanna in primo grado era stata condannata a un anno e quattro mesi di reclusione per aver inferto tre coltellate a Cuguttu all’interno della loro abitazione, a Ozieri. In un primo momento era stata arrestata per tentato omicidio, poi, una volta emersi alcuni dettagli del rapporto tra i due e chiarita meglio la dinamica, il reato era stato derubricato in lesioni. La donna ha sempre sostenuto di essersi difesa dall’ex che – come peraltro accaduto più volte in passato – voleva aggredirla.
Ieri il procuratore generale ha chiesto al collegio presieduto da Maria Teresa Lupinu che venisse disposta la perizia, accordata dopo una breve camera di consiglio. Il 2 marzo sarà sentito il medico legale Lorenzoni.
Quella tra l’uomo e la donna è una storia infinita di denunce e controdenunce. Lei era stata portata in carcere a Bancali a gennaio del 2018, poi la misura era stata sostituita con i domiciliari, a settembre era stata scarcerata e il giudice le aveva però vietato di avvicinarsi a Cuguttu. Divieto di avvicinamento che era stato applicato anche a lui che a ottobre dello stesso anno era stato ugualmente arrestato (per quel fatto è stato processato e assolto) per aver tentato di gettare la Sanna in un burrone e per stalking.
Davanti al giudice, Cuguttu (difeso dall’avvocato Antonio Secci) è tornato il 10 novembre del 2020 nel processo che lo vedeva imputato di molestie, minacce (del tenore “ti ammazzo come ti vedo”, “ritieniti rovinata a vita”, “prega che mi fermino prima i carabinieri”) e lesioni. In quel caso è stato condannato a 4 mesi di reclusione e 500 euro di ammenda. (na.co.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
