San Gavino, tra degrado e rifiuti

L’area monumentale intorno alla basilica attende da anni interventi di manutenzione del sito storico 

PORTO TORRES. L’area monumentale di San Gavino appare in chiaro abbandono tra scarso decoro e strutture decadenti che meriterebbero invece di essere valorizzate. Stiamo parlando di uno dei simboli più antichi della città e non solo, amato da tante generazioni di portotorresi e particolarmente apprezzato dalle migliaia di visitatori che si fermano ad ammirare la maestosa Basilica.

In piazza Santi Martiri le luci non sono funzionanti da mesi e c’è il serio pericolo che qualcuno possa inciampare quando va in direzione della chiesa per assistere alla santa messa. In Atrio Metropoli ci sono poi la grata in marmo e la luce del pavimento che tendono sempre più a sprofondare, mentre davanti all’ingresso della sala Capitolare compare un groviglio di rifiuti, abbandonati chissà da quanto tempo. Uno scenario irreale in quella che è stata sempre considerata zona ad alto pregio culturale, dove le competenza per intervenire, ognuno per la sua parte, si divide tra amministrazione comunale, Soprintendenza ai beni culturali e Curia.

Basilica San Gavino. Dopo l’ultima messa di don Mario Tanca - il parroco che ha lasciato l'incarico dopo quarantasette anni di sacerdozio e tredici anni di reggenza parrocchiale – la millenaria chiesa romanica resta aperta solo durante le funzioni ecclesiastiche. L’arcivescovo di Sassari ha affidato temporaneamente l’amministrazione della Basilica a don Michele Murgia, parroco della chiesa di Cristo Risorto, ma nel frattempo non ci sono i vari gruppi di lavoro quali il consiglio pastorale e i ministri straordinari per la comunione eucaristica. Le segnalazioni sul degrado strutturale della chiesa sono a conoscenza dell’ufficio dei Beni culturali della diocesi, della Soprintendenza e del Comune. E anche la Regione ha in mano un progetto redatto da un architetto della diocesi per la Basilica, che prevede interventi quantificabili in 2 milioni di euro. Nel triennio 2018-2020 la chiesa regionale ha messo in campo risorse per oltre 54 milioni di euro per i beni culturali ecclesiastici e per la nuova edilizia di culto, ma in questi elenchi non compare la Basilica.

Cumbessias. Le strutture che si affacciano di lato alla chiesa di San Gavino attendono da tanti, troppi anni interventi di manutenzione. Il costo stimato per i lavori di restauro, riqualificazione e recupero delle Cumbessias era quantificato in 190mila euro. Una stima fatta dai tecnici dopo un sopralluogo di qualche anno fa, dove già da allora si erano evidenziati molteplici punti di criticità e un degrado generalizzato. In origine quelle costruzioni erano destinate a sviluppare il turismo religioso, e col trascorrere del tempo sono diventate, una piccola parte, sede della Caritas e delle attività culturali della chiesa.

Piazza Martiri Turritani. Le auto continuano a parcheggiare di fronte alla Basilica, nonostante il cartello di divieto al transito dei mezzi sia ben posizionato vicino ai dissuasori. Bisogna ripristinare le luci vandalizzate e tutta quella parte di zona verde che si affaccia al muraglione. Un intervento di riqualificazione di ordinaria amministrazione, insomma, e soprattutto un controllo continuo per evitare le vetture non autorizzate ad entrare nella piazza. «L’amministrazione comunale intende investire nella valorizzazione dell'area di San Gavino – assicura l’assessora ai Beni culturali Maria Bastiana Cocco - e l’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo di un progetto che veda protagonisti tutti i soggetti istituzionali che a vario titolo sono presenti nel complesso: vogliamo che questo spazio così importante per la nostra città diventi un vero e proprio polo culturale a disposizione di tutto il territorio».

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