Coltello in cella, assolto ex latitante
Mauro Piras, che sta scontando 30 anni di carcere, nel 2018 era evaso da Alghero
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SASSARI. È stato assolto per non aver commesso il fatto Mauro Piras, 32enne originario di Dorgali che sta scontando in carcere – prima ad Alghero e ora a Bancali – una condanna a oltre trent’anni per reati molto gravi tra cui traffico di armi, rapine e tentato omicidio. Due giorni fa è stato scagionato dall’accusa (che risale al 2018) di «aver costruito e detenuto all’interno della camera di pernottamento della casa di reclusione di Alghero una lama occultata all’interno del supporto del televisore». Il giudice Valentina Nuvoli ha accolto la richiesta dell’avvocato difensore Francesco Sasso che sosteneva che non ci fossero prove del fatto che il coltello trovato in cella dalla polizia penitenziaria fosse del suo assistito. E che era plausibile si trovasse lì già prima del suo arrivo. Il giudice, accogliendo la tesi difensiva, ha assolto Piras.
Poco dopo questo episodio di tre anni fa il 32enne dorgalese era evaso, non era infatti rientrato in carcere dal permesso che gli era stato concesso per lavorare in un’impresa di Villanova Monteleone. Era stato poi rintracciato nella zona di Civitavecchia e riportato in carcere, stavolta a Bancali, dove si trova attualmente.
Piras apparteneva alla banda formata da una quindicina di giovanissimi che tra il 2007 e il 2009 avrebbero messo a ferro e fuoco la bassa Baronia e Dorgali. Le indagini che avevano consentito agli inquirenti di individuare i componenti di questa banda erano partite grazie alle intercettazioni disposte dopo il duplice omicidio dei fidanzati di Irgoli Sara Cherchi e Mario Mulas (Piras non era però coinvolto in quell’inchiesta). Nel palmarès del 32enne c’è senz’altro l’arresto nel 2009 per la detenzione di armi da guerra e clandestine. Lui e il suo complice erano stati “traditi” da una foto sul telefonino che li ritraeva mentre imbracciavano un fucile da guerra sequestrato a due fratelli di Orosei. E proprio nel telefono di questi due i carabinieri avevano scoperto la foto di Piras. Durante una perquisizione i militari avevano anche trovato a pochi metri da casa del dorgalese (che all’epoca aveva solo 20 anni), nascosto nelle campagne, un fucile da assalto Kalashnikov Akm 47 con colpo in canna e serbatoio caricato con munizioni da guerra. Nel 2011, invece, era stato condannato a otto anni di reclusione per l’attentato al geometra del Comune di Dorgali, Fabio Cucca. Anche in quel caso non era l’unico imputato. Solo un anno dopo, la corte d’assise gli aveva inflitto dieci anni di carcere per il tentato omicidio (sempre in concorso) di Fabio Useli, 29enne di Dorgali. (na.co.)
Poco dopo questo episodio di tre anni fa il 32enne dorgalese era evaso, non era infatti rientrato in carcere dal permesso che gli era stato concesso per lavorare in un’impresa di Villanova Monteleone. Era stato poi rintracciato nella zona di Civitavecchia e riportato in carcere, stavolta a Bancali, dove si trova attualmente.
Piras apparteneva alla banda formata da una quindicina di giovanissimi che tra il 2007 e il 2009 avrebbero messo a ferro e fuoco la bassa Baronia e Dorgali. Le indagini che avevano consentito agli inquirenti di individuare i componenti di questa banda erano partite grazie alle intercettazioni disposte dopo il duplice omicidio dei fidanzati di Irgoli Sara Cherchi e Mario Mulas (Piras non era però coinvolto in quell’inchiesta). Nel palmarès del 32enne c’è senz’altro l’arresto nel 2009 per la detenzione di armi da guerra e clandestine. Lui e il suo complice erano stati “traditi” da una foto sul telefonino che li ritraeva mentre imbracciavano un fucile da guerra sequestrato a due fratelli di Orosei. E proprio nel telefono di questi due i carabinieri avevano scoperto la foto di Piras. Durante una perquisizione i militari avevano anche trovato a pochi metri da casa del dorgalese (che all’epoca aveva solo 20 anni), nascosto nelle campagne, un fucile da assalto Kalashnikov Akm 47 con colpo in canna e serbatoio caricato con munizioni da guerra. Nel 2011, invece, era stato condannato a otto anni di reclusione per l’attentato al geometra del Comune di Dorgali, Fabio Cucca. Anche in quel caso non era l’unico imputato. Solo un anno dopo, la corte d’assise gli aveva inflitto dieci anni di carcere per il tentato omicidio (sempre in concorso) di Fabio Useli, 29enne di Dorgali. (na.co.)
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