Assegno clonato, 34enne condannato

Vittima della truffa una donna di Ittiri che aveva ereditato (e perso) 9.800 euro

SASSARI. È stato condannato dal giudice Caterina Serra il 34enne napoletano Mario De Marino ritenuto responsabile della truffa ai danni di una 55enne di Ittiri. Il pubblico ministero Andrea Giganti ha chiesto una condanna a sei mesi di reclusione alla quale si è associato anche l’avvocato di parte civile Elias Vacca che ha anche sollecitato il risarcimento del danno.

La vittima del raggiro, in seguito a una divisione ereditaria, aveva ricevuto un assegno circolare di Poste Italiane di 9800 euro. Non lo aveva incassato subito, lo aveva riposto in un cassetto e solo dopo qualche mese era andata all’ufficio postale. Ed è allora che aveva scoperto di esser rimasta vittima di un raggiro: «Signora, ci dispiace ma questo assegno è già stato incassato». La donna si era quindi rivolta all’avvocato Elias Vacca che immediatamente aveva presentato una denuncia in Procura. Gli accertamenti disposti nell’ambito del procedimento penale avevano consentito di risalire al presunto autore della truffa. L’uomo era finito a processo con l’accusa di aver «generato un falso assegno simile in ogni sua parte a quello originale, ad eccezione del nome del beneficiario» e di avervi riportato le sue generalità «inducendo così in errore i dipendenti della “Ing Bank” procedendo così a incassare l’assegno sul proprio conto corrente». Subito dopo essersi intascato la somma, De Marino aveva subito chiuso il conto. Nel frattempo la signora aveva chiesto a Poste Italiane – pur comprendendo che la stessa società fosse rimasta a sua volta vittima della truffa – di poter avere i suoi soldi. Dopo aver atteso invano per due anni l’avvocato Vacca aveva fatto un decreto ingiuntivo e solo allora la signora aveva potuto finalmente incassare i 9.800 euro. (na.co.)

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