«Ho perso il lavoro, ora vivo di aiuti»

Un’ex colf di 51 anni ogni mattina è tra i tanti costretti a chiedere una mano

SASSARI. «Quando ho lasciato il mio paese e mi sono trasferita a Sassari avevo un buon lavoro, riuscivo a pagarmi un affitto e a vivere dignitosamente. Oggi, a 51 anni, mi ritrovo senza niente, costretta a chiedere ospitalità per dormire e tendere la mano ogni mattina per mangiare».

L’ex governante originaria di un paese del circondario di Sassari è una delle trecento persone che ogni giorno, tra le 10 e le 10.30 del mattino, si mettono in fila davanti al cancello della Casa della Fraterna Solidarietà, in corso Margherita di Savoia, per ricevere il pacco con i viveri. Un aiuto fondamentale offerto dai volontari della onlus fondata sedici anni fa da Aldo Meloni e oggi diventata un punto di riferimento quotidiano per centinaia di famiglie e di persone sole che senza quel pacco con il pane, la pasta, i pelati e altri generi di prima necessità avrebbero grosse difficoltà a mangiare. «Un po’ mi vergogno - ammette la donna mentre attende l’autobus per rientrare nell’abitazione di Monte Rosello dove ha trovato ospitalità - ma ormai ci ho fatto l’abitudine. Per un po’ ho preso il reddito di cittadinanza - racconta - ma ora non ho più neanche quello. La mattina vorrei riprendere ad alzarmi presto e andare a lavorare - aggiunge - e invece mi ritrovo qui in fila con tante persone in difficoltà. Rientrare nel mondo dell’occupazione alla mia età non è per niente semplice - ammette la 51enne - e oggi con la pandemia è tutto molto più complicato. Ogni tanto faccio qualche lavoretto in nero - conclude la donna mentre in lontananza appare la Linea 1 che la riporterà a casa - ma la verità è che senza l’aiuto della Casa della Fraterna Solidarietà sarei persa». (l.f.)



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