La sfida del Molino Galleu si chiama grano duro sardo

Sonia Galleu

Ozieri, la titolare ha attivato un contratto di filiera con venti aziende agricole. Su 400 ettari si produrrà la varietà Nazareno: «Era il sogno di mio padre Titino»

OZIERI. Quando la lungimiranza dei padri viene raccolta e sviluppata dai figli, nasce sempre qualcosa di positivo e al di là della soddisfazione personale spesso, se tutto si applica a un settore economico, si crea un moto virtuoso che coinvolge e fa crescere un intero settore. È quello che ha provato a realizzare ad Ozieri, con successo, Sonia Galleu, titolare, insieme alla cugina Laura, dell’omonimo molino, attivando un contratto di filiera, per la valorizzazione e produzione del “triticum durum”, il grano duro.

Cento anni di attività e quattro generazioni succedutesi nella gestione hanno portato l’azienda ai vertici tra gli operatori di prima trasformazione con scelte aziendali precise e coraggiose, come quella di lavorare solo materia prima prodotta in Sardegna. «Il contratto di filiera era un sogno di mio padre Titino, scomparso circa un anno e mezzo fa e che sono riuscita per la prima volta a realizzare – ha detto Sonia – mettendo insieme una ventina di agricoltori sparsi in tutto il nord dell’isola».

La chiave di volta è stata un bando regionale che agevola e sostiene i cerealicoltori aderenti ad accordi di filiera, incentivati con duecentocinquanta euro a ettaro e ulteriori contributi per acquisto di sementi di qualità certificata. Il tentativo dell’imprenditrice è quello di provare ad intensificare la produzione anche in territori dove non si seminava più e i circa quattrocento ettari sono un primo importante passo verso una quota che se non soddisfa interamente il fabbisogno aziendale, di certo lo agevola di molto.

L’accordo prevede l’utilizzo della varietà “Nazareno”, un prodotto dalle ottime qualità organolettiche che al momento della raccolta dovrà presentare alcune caratteristiche, come una soglia minima di contenuto proteico. Tutta la produzione dell’annata agraria in corso sarà ritirata dall’azienda Galleu, che in base all’accordo stipulato formulerà un prezzo riferito alle quotazioni di borsa ed anche alla qualità e al peso specifico. «I tempi stretti per poter mettere tutto a punto mi hanno costretta a correre e il periodo di emergenza sanitaria non ci ha certo aiutato – ha aggiunto Sonia Galleu – ma in pochi mesi, dopo alcune riunioni e l’organizzazione della semina che normalmente avviene tra ottobre e novembre, sono riuscita a presentare la documentazione nei termini previsti dal bando. Ciò che più conta in questo momento è aver dato inizio ad un progetto aperto a tutti gli agricoltori, tanto che invito a contattarmi chiunque fosse interessato, perché il numero dei partecipanti può essere esteso ancora».

È interessante anche rilevare, nel gruppo degli aderenti, diverse realtà imprenditoriali giovani che in alcuni casi segnano il cambio generazionale e in altri provano a costruire un futuro in una realtà che forse si sta pian piano rivalutando. Sonia Galleu ha lanciato una sfida importante e che potrebbe rivelarsi vincente.

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