Una piazza alla Boccia di l’Eba

Nuova ipotesi di riqualificazione dell’ex impianto idrico per creare spazi pubblici a Monte Agellu

PORTO TORRES. Il vecchio impianto idrico del rione storico di Monte Agellu che originariamente distribuiva l’acqua su tutto il borgo – struttura conosciuta come la Boccia di l’Eba – si presenta oggi “protetto” dalle sterpaglie. La vasta area ha delle caratteristiche storico-culturali molto precise e la commissione Urbanistica ha deciso all’unanimità di riqualificarla attraverso il finanziamento di 450mila 340,44 euro che la Regione aveva assegnato al Comune nel 2019.

Il problema, come evidenziato ieri mattina in commissione dal capogruppo Pd Gianpiero Madeddu, è che lo stesso finanziamento è attualmente sospeso nell’ufficio del Centro regionale di programmazione e bisogna quindi sbloccarlo per pianificare gli interventi. La precedente amministrazione lo aveva presentato alla Regione attraverso il Por Fesr 2014-2020, nell’ambito della strategia per le aree urbane che promuove lo sviluppo urbano sostenibile, prevedendo una completa riqualificazione edilizia dello stabile comunale per convertirlo in ludoteca.

Tra le ipotesi attuali dell’amministrazione comunale, invece, si vorrebbe riqualificare quell'area facendo in modo che gli abitanti di Monte Agellu possano godere di uno spazio nel loro quartiere. Creando una piazza attrezzata con giochi per i bambini e ristrutturando gli spazi chiusi – per fare poi laboratori artigianali e botteghe - con l’abbattimento delle barriere architettoniche e la bonifica delle coperture d’amianto.

«Il rione di Monte Agellu ha una forte carenza di spazi pubblici – ha detto il presidente della commissione Urbanistica, Gavino Sanna – e il solo parco di San Gavino, tra l’altro in posizione defilata rispetto al quartiere, risulta troppo marginale per la vita delle persone: serve quindi un luogo di socialità di vicinato, uno spazio in cui il cittadino si identifichi e si riconosca, sia attraverso la storia che l’ex acquedotto si porta dietro sia attraverso una nuova opera che ridefinisca i ruoli delle aree urbane cittadine».

L’intenzione è valorizzare al meglio quest’opera per poter ridare quella centralità che Monte Agellu ha perduto negli anni. L’area della Boccia di l’Eba ospita tutt'oggi i serbatoi che allora fornivano l'acqua alla città e il suo nome deriva da un piezometrico di forma cilindrica di cui si trova ancora il basamento.

Accedendo da via Mentana, il portale riporta ancora la scritta “Acquedotto” con l'anno di costruzione, e mediante una porta si accede all'interno dal vano di manovra dove sono presenti ancora in modo intatto le tubazioni e le valvole, una staggia graduata di marmo in buono stato di conservazione. Da una finestra, inoltre, si possono ancora apprezzare le cisterne rimaste integre.

Si tratta di tracce evidenti e ben conservate del vecchio impianto di distribuzione idrica, con alcuni particolari architettonici di elevato pregio e di grande bellezza.

La riqualificazione della Boccia di l’Eba dovrebbe quindi coniugare l’esigenza di uno spazio pubblico aperto e il forte senso identitario e storico dei luoghi.

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