Balai vicino e Consolata chiesette da restaurare
di Gavino Masia
Il Comune sta elaborando le schede da inviare alla Regione per il finanziamento Entrambi gli edifici di culto monumentali necessitano di interventi urgenti
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PORTO TORRES. Il Comune sta predisponendo delle schede progetto da presentare in Regione per interventi di manutenzione e restauro della chiesetta di Balai vicino e di quella della Consolata. I documenti sono stati curati dagli uffici tecnici con la collaborazione del presidente del consiglio comunale Franco Satta e sono accompagnati dalla richiesta di finanziamento per la progettazione e il conseguente restauro delle strutture che versano in condizioni strutturali a dir poco critiche.
La scheda su San Gavino a mare contiene una dettagliata analisi storica dell’edificio curata dall'assessora ai Beni culturali Maria Bastiana Cocco, che nella vita privata riveste la carica di responsabile del “Laboratorio di epigrafia per l’archeologia” del dipartimento di Storia, scienze dell’uomo e della formazione Uniss. All’interno del dossier da inviare agli uffici regionali ci sono le relazioni degli ipogei e delle aree circostanti, insieme alle relazioni tecniche sulla struttura e indicazioni per il restauro dell'interno, delle grotte e degli ambienti esterni. La struttura a picco sul mare necessita infatti di interventi urgenti perché le infiltrazioni dell’acqua continuano ad allagare l’ipogeo durante le violente mareggiate spinte dai venti. Negli anni scorsi sono stati fatti diversi studi sulla chiesetta di Balai, dove era previsto il completamento dell’opera con i cosiddetti “massi guardiani”. L’amministrazione comunale vuole dunque correre urgentemente ai ripari per conservare un bene monumentale venerato dai fedeli, e non solo, durante il periodo della Festha Manna, dove in processione vengono accompagnate le statue lignee dei Protomartiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario.
Per quanto riguarda la chiesa della Consolata, invece, sono state eseguite delle indagini sullo stato della copertura e della torre campanaria, e di tutte le strutture esterne che necessitano di interventi urgenti. In questo caso, la richiesta è motivata anche dalla situazione di potenziale pericolo per i passanti che camminano nella piazza. Nella parte superiore dell’edificio c’è infatti la vela della campana che sta resistendo nonostante le intemperie, mentre le sacrestie si trova in uno stato di degrado da diversi anni. Ci sono relazioni dei vigili del fuoco del distaccamento locale ad attestare la pericolosità del campanile e il potenziale cedimento strutturale. «Con questo lavoro contiamo di mettere in protezione i luoghi cari a tutta la comunità – dicono il sindaco Massimo Mulas e il presidente del consiglio Franco Satta – e che necessitano di interventi strutturali importanti: confidiamo anche nel dialogo con la Curia per dare a questa richiesta la forza necessaria per ottenere il finanziamento, perché è un progetto in cui il gioco di squadra è decisivo. Siamo convinti che, considerata l'importanza dei siti, dalla Regione otterremo la giusta attenzione».
La scheda su San Gavino a mare contiene una dettagliata analisi storica dell’edificio curata dall'assessora ai Beni culturali Maria Bastiana Cocco, che nella vita privata riveste la carica di responsabile del “Laboratorio di epigrafia per l’archeologia” del dipartimento di Storia, scienze dell’uomo e della formazione Uniss. All’interno del dossier da inviare agli uffici regionali ci sono le relazioni degli ipogei e delle aree circostanti, insieme alle relazioni tecniche sulla struttura e indicazioni per il restauro dell'interno, delle grotte e degli ambienti esterni. La struttura a picco sul mare necessita infatti di interventi urgenti perché le infiltrazioni dell’acqua continuano ad allagare l’ipogeo durante le violente mareggiate spinte dai venti. Negli anni scorsi sono stati fatti diversi studi sulla chiesetta di Balai, dove era previsto il completamento dell’opera con i cosiddetti “massi guardiani”. L’amministrazione comunale vuole dunque correre urgentemente ai ripari per conservare un bene monumentale venerato dai fedeli, e non solo, durante il periodo della Festha Manna, dove in processione vengono accompagnate le statue lignee dei Protomartiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario.
Per quanto riguarda la chiesa della Consolata, invece, sono state eseguite delle indagini sullo stato della copertura e della torre campanaria, e di tutte le strutture esterne che necessitano di interventi urgenti. In questo caso, la richiesta è motivata anche dalla situazione di potenziale pericolo per i passanti che camminano nella piazza. Nella parte superiore dell’edificio c’è infatti la vela della campana che sta resistendo nonostante le intemperie, mentre le sacrestie si trova in uno stato di degrado da diversi anni. Ci sono relazioni dei vigili del fuoco del distaccamento locale ad attestare la pericolosità del campanile e il potenziale cedimento strutturale. «Con questo lavoro contiamo di mettere in protezione i luoghi cari a tutta la comunità – dicono il sindaco Massimo Mulas e il presidente del consiglio Franco Satta – e che necessitano di interventi strutturali importanti: confidiamo anche nel dialogo con la Curia per dare a questa richiesta la forza necessaria per ottenere il finanziamento, perché è un progetto in cui il gioco di squadra è decisivo. Siamo convinti che, considerata l'importanza dei siti, dalla Regione otterremo la giusta attenzione».
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