Malattie infettive senza più letti liberi

Proseguono i ricoveri Covid nei reparti dell’Aou, Pneumologia non ha posti mentre reggono le Terapie intensive

SASSARI. La situazione ospedaliera risente dell’aumento dei contagi e si va nuovamente verso l’emergenza. La cartina di tornasole della rinnovata circolazione del virus è il reparto di Malattie infettive.

Quaranta posti disponibili, nei giorni scorsi i ricoverati erano 38, e da ieri sera si va verso l’occupazione totale dei letti. Invece, nonostante Oncologia sia stato convertito in Covid con una repentina dismissione di massa dei pazienti, ancora non ci sono ingressi. Il personale al momento è stato dirottato in altri reparti per.

In Pneumologia situazione critica, con venti pazienti ricoverati su venti posti. Disponibilità di letti invece in Geriatria. Per fortuna tra i positivi Covid sono pochi quelli in gravi condizioni, perciò i pazienti ospitati nella nuova Terapia intensiva da 30 posti al momento sono 12.

I reparti sono per lo più invasi da una fascia di età che va dai 40 ai 60 anni. E in moltissimi casi non si tratta di pazienti sassaresi, ma bensì di cittadini provenienti dai piccoli centri abitati dall’hinterland. Questo dato mette in evidenza un fenomeno, sottolineato in maniera ironica dal direttore di Malattie infettive Sergio Babudieri nella sua ultima intervista alla Nuova Sardegna: «Il virus ha messo a punto una strategia molto raffinata per riprodursi, sfruttare la stupidità del genere umano», aveva spiegato il professore. Perciò se 9 ricoverati su 10 arrivano dai paesi, e si sono infettati circa un mese fa, significa che durante la zona bianca qualcosa non ha decisamente funzionato. E l’abbassamento della guardia con una sorta di “liberi tutti” percepito, è stato devastante soprattutto nelle comunità più piccole. Spuntini e ritrovi all’interno dei bar, al chiuso, parlando e bevendo con la mascherina abbassata per diverse ore, una convivialità scellerata che si è trasformata velocemente in una spirale di contagi. Lo scontrino è già arrivato e continua a srotolarsi sotto forma di un’onda lunga di ricoveri nella fasca tra i quarantenni e i sessantenni. Sicuramente anche Sassari non è rimasta indenne dalla diffusione del virus, ma se l’ospedale è una cartina di tornasole allora è probabile che il Covid abbia riguardato di più i ragazzi e i giovani, più restii a seguire le regole e in particolare il distanziamento sociale. Però è anche raro che chi ha meno di 25 anni sia soggetto a complicazioni respiratorie e abbia necessità di un ricovero ospedaliero. La speranza è che non diventino un veicolo di diffusione secondaria, con i loro familiari e che non ci si debba aspettare a breve una seconda ondata di contagi.

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