Hub Promocamera la tempesta è finita

Dopo il gran caos dei giorni scorsi, ieri giornata senza disagi La felicità degli anziani cui hanno inoculato il siero anti Covid

w SASSARI. La quiete dopo la tempesta. Dopo il caos dei giorni scorsi, con anziani costretti a file mostruose, doppie prenotazioni, persone che si ripresentavano dopo aver rifiutato AstraZeneca e persino le “migrazioni” da altri comuni, ieri mattina nell’hub vaccinale allestita nella sede di Promocamera, a Predda Niedda, la situazione è parsa miracolosamente normale. Nel senso che l’attesa dei vaccinandi è stata minima, tanto che alle 11.30 il siero – di qualsiasi marca esso fosse – era già stato inoculato nel braccio di più di 200 ultraottantenni del distretto di Sassari, che sino alle 19 hanno potuto presentarsi all’accettazione senza aver prenotato: bastava dichiarare l’età e comunicare che, per qualsiasi motivo, non erano ancora stati vaccinati. Stesso discorso per i cosiddetti soggetti deboli segnalati dai medici di base.

L’obiettivo dello staff guidato dai medici Marco Antonio Guido e Salvatore Lorenzoni, con il coordinamento infermieristico di Vittorio Conti, era di pareggiare a fine giornata il numero di inoculazioni eseguite sabato, quando alle 23.30 era stata toccata la quota record di 1.370 vaccinazioni sugli anziani più altre 150 sui soggetti fragili.

La procedura, in una mattinata tranquilla come quella di ieri, è anche piuttosto semplice: una volta entrato nell’hub, il vaccinando si ritrova in una grande reception dove, seguendo un percorso simile a quello dei check in degli aeroporti arriva direttamente all’accettazione, dove vengono verificati i suoi dati anagrafici. Poi il soggetto da vaccinare si sposta verso la zona “anamnesi”, dove un medico verifica il suo stato di salute, le eventuali malattie pregresse in corso, e l’utilizzo di farmaci che potrebbero risultare incompatibili con il siero. È in questa fase che si decide di quale marca sarà il vaccino.

E se capita che qualcuno storca il naso davanti all’Astrazeneca, è anche vero che – almeno tra gli over 80 – la stragrande maggioranza accetta una soluzione purché sia. La signora Maria Fernanda, dall’alto della sua età, sintetizza quasi poeticamente questa filosofia: «Se la mia candelina si deve spegnere – dice – si spegnerà con qualsiasi vaccino». La pensa così anche Monica Muller, sassarese di origini tedesche, alla quale è stato inoculato il Moderna: «Nessun problema, sono felice». E soddisfatto è anche Giovanni Massidda, vaccinato con il Pfizer. «L’importante– dice – è aver fatto tutto».

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