Annegò dentro l’auto due rinviati a giudizio

Nel 2017 un 70enne era caduto in mare con la sua Punto al porto di Castelsardo Omicidio colposo, il gup non ha accolto la richiesta di proscioglimento del pm

CASTELSARDO. Il pubblico ministero aveva chiesto il non luogo a procedere ma il gup Giuseppe Grotteria ha invece rinviato a giudizio i due imputati di omicidio colposo per la tragedia avvenuta l’8 ottobre del 2017 nel porto di Castelsardo. Un uomo di 70 anni, Blagoje Milanovic, era finito in mare con la sua auto ed era morto annegato perché non era riuscito a mettersi in salvo prima che la sua vecchia Punto grigia venisse sommersa dall’acqua.

Per quel fatto andranno a processo il prossimo dicembre Giuseppe Borzachiello, 51 anni, originario di Napoli ma residente a Selargius, all’epoca comandante del porto di Castelsardo, e Leonardo Pattarino, 61enne di Castelsardo, legale rappresentante della “Cigno srl”, la società concessionaria della gestione del porto.

Dopo una richiesta di archiviazione, il gip Carmela Rita Serra aveva disposto l’imputazione coatta nei confronti di Borzachiello e Pattarino, ma lo scorso febbraio il pubblico ministero aveva sollecitato il non luogo a procedere. Ora il gup Grotteria ha deciso per il rinvio a giudizio.

Inizialmente la Procura aveva evidenziato che i due non avrebbero provveduto, ciascuno per quanto di propria competenza, a predisporre apposita segnaletica, non avrebbero installato segnali luminosi e transenne o barriere che rendessero facilmente individuabile la banchina. Gli avvocati Danilo Mattana, Fabrizio Demurtas (per Borzachiello) e Lorenzo Galisai (per Pattarino) avevano però sostenuto che gli imputati non erano titolari di posizioni di garanzia e che nonostante ciò Borzachiello che era il comandante dell’ufficio di Porto Torres aveva scritto al Comune, titolare dell’area e quindi unico responsabile della sicurezza, evidenziando la situazione di pericolo e chiedendo il posizionamento di recinzioni proprio in quel punto. Argomentazioni che evidentemente avevano convinto la Procura a chiedere il proscioglimento. Ma il giudice non è stato dello stesso avviso.

A notare l’auto sommersa dall’acqua erano stati due pescatori dilettanti. L’auto era stata recuperata dai vigili del fuoco, intervenuti con i sommozzatori e con una gru, e solo a quel punto era stato possibile identificare la vittima, della quale era stata denunciata la scomparsa nella stessa serata dai familiari che si sono costituiti parte civile con gli avvocati Salvatore Masia, Alberto Pinna, Gabriella Marogna e Geltrude Carroni.

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