Su il sipario anche senza pubblico

Ieri al Comunale uno spettacolo di prosa in streaming: l’ultimo “vero” risale al 24 febbraio 2020

SASSARI. Il sipario si alza ma le poltrone restano vuote e il cancello chiuso. Sono le 15,10, c’è vita nel Teatro Comunale volta dopo mesi di chiusura, si sentono le voci degli attori, per i pochi addetti ai lavori presenti è un momento di “quasi” normalità. Nel senso che la macchina degli spettacoli in qualche modo riaccende il motore, nello stabile ci sono presenze diverse dagli addetti alle pulizie e sanificazioni, e soprattutto si recita. Non c’è pubblico e bisogna immaginarlo seduto sul divano di casa, forse in pigiama e non tirato a lucido per la serata a teatro.

La stagione di prosa on line somiglia un po’ a una variante colta del caffè d’asporto consumato frettolosamente dopo averlo afferrato al volo o delle cene che arrivano impacchettate a casa direttamente dal ristorante. Surrogati e per di più bisogna anche essere contenti di averli a disposizione, nell’oblio totale delle emozioni. Ieri in scena sono andate le prove della pièce di George Simenon “La camera azzurra”, con Fabio Troiano e Irene Ferri, Giulia Maulucci e Mattia Fabris per la regia di Serena Sinigaglia. Una sorta di «versione metateatrale dello spettacolo che verrà proposta in streaming agli abbonati alla stagione de La Grande Prosa» fa sapere il Cedac, alle prese con una gestione a dir poco problematica di quello che fino all’anno scorso era il suo fiore all’occhiello. «L’ultimo appuntamento con la stagione Cedac al Teatro Comunale risale ormai al 24 febbario dello scorso anno – dice sconsolato Tore Pintus, responsabile per Sassari del Cedac –. La zona bianca ci aveva fatto sperare, eravamo anche pronti a lanciare una mini-stagione ma si è fermato tutto. E come tanti, non abbiamo prospettive: l’unica cosa che sappiamo è che un’altra decina di giorni dovremo restare ancora chiusi, poi chissà. E programmare qualcosa in questa situazione è francamente impossibile». Se ne riparlerà, forse, in maggio, si sussurra già un titolo per la ripartenza (potrebbe essere “Souvenir” con Francesca Reggiani ), per adesso è già tanto che ci siano state queste prove che per tre giorni hanno reso quasi normali le giornate a teatro. Giornate che per la compagnia segnano anche la ripartenza virtuale di una tournée interrotta un anno fa a causa del lockdown, mentre agli abbonati Cedac verrà offerta come risarcimento per lo spettacolo saltato a suo tempo e che non era stato possibile recuperare a causa degli impegni degli attori.

E se già in tempi normali il Teatro Comunale era visto come una cattedrale nel deserto difficile da far entrare a pieno regime, in questo momento il suo essere monumentale assume un contorno ancora più triste. L’ultima volta a porte aperte con uno spettacolo vero, col pubblico in sala, risale allo scorso 18 ottobre, nel secondo appuntamento della stagione lirica organizzata dall’Ente concerti “Marialisa de Carolis” e in cartellone “Carmen, tragèdie d’amour”. Spettacolo in presenza solo per 200 persone (per gli altri c’era già la soluzione dello streaming), numeri che adesso avrebbero il sapore della grande folla. La nuova chiusura per la pandemia aveva poi dirottato tutti sul web per godersi gli ultimi due appuntamenti della stagione, premiata poi da due speciali televisivi andati in onda sulla Rai e Sky Classic. Ci si accontenta adesso di piccoli segnali, sperando che prima o poi tutto riparta. Anche perché il teatro e gli spettacoli non servono solo a dare emozioni ma anche a far vivere tantissime famiglie. Non solo quelle degli artisti, ma anche quelle delle maestranze, dei tecnici, degli addetti alla sicurezza. E loro in regime di streaming non campano benissimo.

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