«Volevano distruggere il museo»

Gli abitanti della borgata non hanno dubbi sulle cause dell’incendio. La strada ora è a rischio chiusura

ARGENTIERA. La paura più grande di chi vive da queste parti è che ora mettano due transenne e un cartello di divieto e per qualche mese risolvano il problema in questo modo. «Lo hanno sempre fatto – racconta Grazia Tanda titolare del bar il Veliero, storico punto di ritrovo della borgata più lontana del comune di Sassari –. Viviamo da anni in uno stato di totale abbandono - aggiunge - siamo circondati da strutture pericolanti delle quali nessuno si occupa. Ho paura che per l’ennesima volta se ne laveranno le mani - conclude la barista - chiudendo accessi e limitando in questo modo il turismo».

L’incendio che due giorni fa ha spaventato gli abitanti dell’Argentiera, fermandosi a un passo dal Museo della miniera solo grazie all’intervento dei vigili del fuoco, potrebbe avere conseguenze sulla stagione turistica alle porte. Gli abitanti sono quasi certi che se non si interverrà subito per risolvere problemi mai risolti finirà così. Ieri mattina nell’antico borgo minerario sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo ecologico con i colleghi della stazione di Palmadula. Insieme ai responsabili di LandWorks, l’associazione culturale che ha sviluppato il progetto del Mar, il museo a cielo aperto in realtà aumentata inaugurato due anni fa, i militari hanno effettuato un sopralluogo nella zona da cui lunedì all’ora di pranzo sono partite le fiamme e in altri punti strategici della borgata. L’impressione dei residenti del borgo minerario è che la segnalazione che arriverà in Procura a Sassari non porterà niente di buono. I militari avrebbero infatti rilevato la pericolosità sia della strada sterrata “Bellavista” che porta sulla collina da cui si domina l’Argentiera e da dove sono partite le fiamme accanto al museo, che di quella asfaltata che conduce alla piazza della borgata. La curva che gli abitanti del posto chiamano del “cinema”, era stata picchettata circa tre anni fa per il rischio di crolli, ma questa volta potrebbe non passare l’esame. Il rischio concreto è che la parte interessata dall’incendio venga messa sotto sequestro e la strada venga chiusa al traffico. «Speriamo che il Comune intervenga il prima possibile - spiega l’ex consigliere di circoscrizione Francesco Podda - per evitare un danno economico per il turismo estivo. Tempo fa - aggiunge - con l’amministrazione Sanna ci siamo illusi di un cambiamento dell’Argentiera, ora ci sentiamo di nuovo abbandonati». Ieri mattina nel borgo minerario sono tornati anche i vigili del fuoco. Le fiamme che lunedì sera dopo il lavoro di tre autobotti da settemila litri sembravano domate, hanno ripreso vita, minacciando nuovamente il museo. Anche ieri, come due giorni fa, l’intervento degli uomini del 115 è stato provvidenziale. In Procura, sul tavolo del sostituto procuratore Lara Senatore, è attesa la loro relazione. L’inchiesta per il momento va avanti senza indagati e con un grande interrogativo. Chi aveva interesse a distruggere il museo?

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