Garibaldi diventa un caso sul web

Il sindaco deve rispondere sulla sorte del cane e la gente si scatena sui social 

OZIERI. Come sempre avviene per le vicende, anche locali, che coinvolgono la società e la sfera politica, anche il cane Garibaldi di Ozieri, sulle cui sorti ormai pressoché tutta la popolazione si interroga, diventa ispirazione per gli “artisti dei social” che anche in questo caso si sono cimentati nella creazione di meme divertenti che stanno spopolando sul web tra Facebook, Instagram, Telegram e Whatsapp.

I più gettonati sono quello che raffigura il vero Eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi con il muso del cagnolone fulvo ozierese al posto della testa, e quello che sberleffa una delle tipicità locali, il pane fino detto spianata, con la dicitura “Ozieri Città del Cane” e la raffigurazione del famosissimo cucciolone seduto sopra una fragrante spianata. Creazioni spiritose di ignoti autori che da giorni e giorni girano sui social, ma la cui diffusione dà la misura di quanto la questione del cane Garibaldi - con la sua classificazione o meno di cane di quartiere, le richieste di adozione negate o possibili, l’affetto che lo circonda ma anche le critiche sulla sua presenza in piazza - siano diventati ormai un caso politico che non è azzardato paragonare a quello nato tre anni fa sulla questione del mancato svincolo per Ozieri sulla Sassari-Olbia. Quando il mondo social si scatena, che piaccia o meno, significa che la questione è seria, e che dietro alla vicenda della collocazione del cane ci sia in realtà molto altro. Di certo non per diretta volontà dei commercianti di piazza Garibaldi che si sono proposti per adottarlo in modo collettivo né dell’associazione Orme che a sua volta ha sempre cercato una soluzione la migliore possibile per il benessere dell’animale, ma dopo lo sbarco della vicenda in consiglio comunale è chiaro che anche questa questione sia diventata un motivo per “fare le pulci” - metafora azzardata ma in tema - all’amministrazione comunale e alle sue lamentate carenze.

Nel frattempo sono scaduti i dieci giorni nei quali il sindaco Marco Murgia si era impegnato a fornire risposta scritta all’interrogazione del gruppo consiliare di minoranza Progetto Ozieri sulle sorti del cane, testo nel quale l’opposizione di centrodestra aveva eccepito più di un dubbio sulla regolare gestione della questione da parte del Comune di Ozieri, a cominciare da quello sulla effettiva denominazione di “cane di quartiere” dalla quale derivavano tutti gli atti successivi. In attesa della soluzione al problema, resta lo sfottò sul web, che come detto è ormai la vera misura di quanto una questione sia importante o meno nel tessuto sociale anche di una cittadina periferica come Ozieri. (b.m.)

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