Eni Rewind: «La Darsena libera da contaminazioni»

L’ultimo monitoraggio di febbraio non ha rilevato inquinamento di aria e mare Per la multinazionale ora si potrebbero rimodulare i piani per le bonifiche 

PORTo TORRES. La società Eni Rewind ha concluso nel febbraio scorso una ulteriore campagna di monitoraggio nella Darsena servizi del porto industriale. Un accurato controllo strumentale che, assicura la multinazionale, «ha confermato l’assenza di contaminazione nell’acqua di mare e nell’aria».

I risultati saranno comunque esaminati dal Tavolo tecnico istituito dal Comune di Porto Torres, convocato per il prossimo 19 maggio, e, dato il riscontro ambientale positivo, verrà valutata una eventuale rimodulazione dell’intervento di bonifica per migliorarne l’efficienza e i tempi di realizzazione.

L’incontro tecnico valuterà anche la modalità alternativa proposta dall’azienda dell’Eni per infiggere le palancole, che si è resa necessaria a seguito dei dati geotecnici raccolti durante i sondaggi. L’intervento ambientale nell’area della Darsena era stato richiesto dal Comune di Porto Torres e dagli altri enti seduti all’ultimo tavolo tecnico, Regione e Azienda regionale per la protezione ambientale, dopo che la multinazionale aveva presentato una variante al progetto originario della stessa Darsena.

Eni Rewind ha avviato il monitoraggio ambientale nel marzo 2019, dopo la conclusione della gara d’appalto in regime pubblicistico con bando dell’Unione Europea. Durante gli interventi previsti sulla Darsena, come da progetto, erano sorti problemi legati alla presenza di una massicciata rilevata durante i lavori del secondo lotto. Una “novità” non prevista, quindi, su cui si è resa necessaria una modifica tecnica. E, prima della ripresa dei lavori, un controllo ambientale su tutta l’area. Le analisi svolte in precedenza dall’Arpas risalgono infatti al 2016 e anche in quell’occasione si erano riscontrati valori di qualità dell’aria entro i limiti di legge consentiti. Questo aveva permesso l’interruzione della lunga serie di ordinanze sindacali che per oltre dieci anni impedivano l’ingresso alle persone e ai mezzi nell’area della Darsena. Le stime ufficiali di Eni Rewind sugli interventi di bonifica ancora da fare e quelli già eseguiti parlano di 6 milioni e 800mila euro. A cui vanno aggiunti i 3 milioni e 100mila euro già sostenuti per l’esecuzione delle attività preliminari di indagine.

«A oggi sono stati rimossi i relitti navali sommersi da tempo nella Darsena – ricorda Eni Rewind – e sono stati eseguiti i sondaggi per la verifica della tipologia di terreno, oltre che le prove per la realizzazione della barriera fisica tramite palancole. A breve inizierà anche la realizzazione dei pozzi per il trattamento delle acque di falda».

La rimozione e lo spostamento di relitti sommersi e semisommersi presenti nei bacini della Darsena è stata realizzata dalla ditta Impremare di Porto Torres. Prima con la messa a secco del relitto più piccolo, appoggiandolo sulla punta del molo occidentale, poi con l’alleggerimento e la rimozione dello storico rimorchiatore “Nestor”, 32 metri di lunghezza e 500 tonnellate di stazza.

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