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Sassari

Studiare in carcere, un successo il Pup

Studiare in carcere, un successo il Pup

Nel polo universitario penitenziario di Sassari 60 detenuti: aumentano le donne

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SASSARI. La Conferenza nazionale universitaria dei poli penitenziari (Cnupp) istituita dalla Crui (Conferenza dei rettori delle Università italiane), raggiunge quest’anno i tre anni di vita e la conclusione del mandato del primo consiglio nazionale, presieduto dal professor Franco Prina, delegato per il polo universitario penitenziario del rettore dell’Università di Torino. Per sottolineare questa ricorrenza, la Cnupp ha organizzato nei giorni scorsi una conferenza on line dal titolo “Il diritto agli studi universitari in carcere: tre anni di esperienza della Cnupp e prospettive”.

Anche l’Università di Sassari, con i suoi 60 studenti tra le carceri di Alghero, Sassari, Tempio e Nuoro, aderisce alla Cnupp con il proprio polo universitario penitenziario e il delegato rettorale, il professore Emmanuele Farris.

La realtà dei Pup italiani, iniziata più di 20 anni fa a Torino e replicata, pur con differenze locali, in numerose altre sedi universitarie, coinvolge attualmente quasi 40 atenei che operano in oltre 80 istituti penitenziari

Nell’anno accademico in corso sono 1.034 gli studenti detenuti iscritti, dei quali 109 (10,5%) si trovano in regime di esecuzione penale esterna, 549 (53,1%) scontano una pena in carcere in circuiti di media sicurezza, 355 (34,3%) in alta sicurezza, e 21 (2,1%) in regime 41bis. Le studentesse sono 64, quindi il 6,2% del totale degli studenti.

Nel primo triennio di vita della Cnupp gli atenei aderenti con studenti attivi sono passati da 27 nel 2018-19 a 32 nel 2020-21 (incremento del +18,5%); gli istituti penitenziari in cui operano i poli universitari da 70 a 82 (incremento +17,1%); il numero di studenti iscritti da 796 a 1034 (incremento +29,9%). Tra questi dati spicca il notevole incremento della componente femminile, che passa da appena 28 studentesse nel 2018-19 a 64 nel 2020-21, quindi un incremento del +128,6%.

Sono impegnati oggi 196 dipartimenti universitari, che corrispondono al 37% dei dipartimenti presenti nei 32 atenei coinvolti. Sono 896 gli studenti iscritti a corsi di laurea triennale (87%), mentre 137 frequentano corsi di laurea magistrale (13%).

Le aree disciplinari più frequentate dagli studenti in regime di detenzione sono quella politico-sociale (25,4%) seguita dall’area artistico-letteraria (18,6%), giuridica (15,1%), agronomico-ambientale (13,7%), psico-pedagogica (7,4%), storico-filosofica (7,3%), economica (6,5%) e altre aree (6%).



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