A processo per una spinta mortale

Rigettata la richiesta di abbreviato per il 33enne che causò il decesso di un nonno che strattonava il nipotino in strada

SASSARI. Due settimane dopo il calcio e la spinta subiti in mezzo alla strada, a pochi metri dalla scuola da cui aveva appena ritirato il nipotino, Roberto Sanna pensionato sassarese di 66 anni, nonno di un bambino di otto, era morto nel reparto di Rianimazione, in cui era arrivato privo di coscienza per un profondo trauma cranico.

Per quella spinta e quel calcio che fecero perdere l’equilibrio e cadere il 66enne in corso Trinità, a pochi passi dalla scuola elementare dell’istituto Sant’Agnese, deve rispondere dell’accusa di omicidio preterintenzionale Fabio Grizzuti, sassarese di 33 anni.

Il giovane era intervenuto in difesa del nipotino della vittima e della sua fidanzata aggredita da quel nonno che - secondo il racconto dei testimoni - aveva maltrattato il piccolo scolaro e che la ragazza e un’altra donna avevano rimproverato.

Ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Grotteria ha rigettato la richiesta di rito abbreviato avanzata dal difensore del 33enne, l’avvocato Marco Palmieri, e rinviato a giudizio il giovane che ora rischia una condanna da dieci a diciotto anni di carcere. Fabio Grizzuti affronterà infatti il processo in corte d’Assise e non potrà beneficiare di alcuno sconto di pena.

L’episodio si era verificato il 3 marzo dello scorso anno all’uscita di scuola, quando il 66enne era andato a prendere il nipote e lo aveva strattonato e spinto contro la serranda di un negozio.

Alcuni testimoni lo avevano visto colpire e spingere il bambino. A quel punto due ragazze erano intervenute per rimproverarlo e, sempre in base alle ricostruzioni investigative degli uomini della squadra mobile, lui si sarebbe scagliato contro una di loro.

Fabio Grizzuti aveva assistito inizialmente alla scena dall’altra parte della strada. Vedendo la fidanzata in difficoltà, era corso in suo aiuto e aveva prima spintonato il pensionato, poi lo aveva colpito con un calcio in pancia che lo aveva fatto cadere a terra e sbattere con violenza la testa sull’asfalto.

I passanti avevano chiamato polizia e 118. Roberto Sanna era stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso del Santissima Annunziata. Il quadro clinico era particolarmente grave, l’uomo era stato operato e poi trasferito in Rianimazione, dove era morto dopo due settimane. I suoi familiari si sono costituiti parte civile nel processo con l’avvocato Sergio Oggiano.

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