Bruzzi: «Mi dimetto da vice presidente del consiglio comunale»

PORTO TORRES. Il consigliere del gruppo politico “Cambiamo!” Ico Bruzzi si è dimesso dalla carica di vice presidente del consiglio comunale. La comunicazione in apertura della seduta di ieri: «Mi...

PORTO TORRES. Il consigliere del gruppo politico “Cambiamo!” Ico Bruzzi si è dimesso dalla carica di vice presidente del consiglio comunale. La comunicazione in apertura della seduta di ieri: «Mi dimetto per motivi morali e personali», ha detto con una dichiarazione stringata alla quale non ha fatto seguito nessun altro intervento dai banchi del consiglio e della giunta.

La scelta del consigliere Bruzzi è chiaramente personale e la decisione di rinunciare alla carica istituzionale ma - a quanto pare - di conservare quella di rappresentante in consiglio è conseguente alla vicenda che lo ha riguardato di recente. Il patteggiamento della pena a un anno e 4 mesi per maltrattamenti in famiglia a seguito di un procedimento che si era aperto dopo la denuncia formalizzata dalla moglie. Una storia che dal Tribunale è poi rimbalzata - trattandosi di un personaggio pubblico - anche in Comune. Il sindaco Massimo Mulas e le consigliere e le assessore avevano chiesto al consigliere di fare un passo indietro. Poi c’erano state anche iniziative di piazza, con i fhash mob ispirati dalla vicenda e finalizzati comunque alla tutela dei diritti delle donne, contro la violenza e i femminicidi. All’ultimo flash mod nella piazza davanti al Municipio avevano partecipato anche il sindaco, amministratori e una delegazione di consiglieri e consigliere comunali, oltre a rappresentanti del mondo del volontariato e della cosiddetta società civile.

Alla fine, il consigliere Bruzzi ha fatto la sua scelta: lascia la carica di vice presidente del consiglio comunale e resta consigliere come rappresentante eletto nella lista di “Cambiamo!”.

Ieri in aula c’erano alcune rappresentanti del comitato che ha proposto i sit-in ma l’argomento si è aperto e chiuso con le dichiarazioni del consigliere comunale. E forse l’assemblea civica ha perso l’occasione per un confronto civile e rispettoso dei diritti di tutti che, in fondo, non può essere solo materia per saltuari sit-in.

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