Isole carcere, in rete l’ex prigione degli aborigeni

Rottnest Island interessato a far parte del progetto con l’Asinara, Alcatraz e Robben Island

PORTO TORRES. Al progetto della Rete delle isole carcere Alcatraz, Robben Island e Asinara potrebbe aggiungersi anche Rottnest Island. È l’isola che si trova a 19 chilometri al largo della costa dell'Australia occidentale e che nel diciannovesimo secolo fu la prigione dedicata alle persone di cultura aborigena. Mentre durante la Seconda guerra mondiale fu anche il carcere dove furono internati dei nostri connazionali.

A proporre l'allargamento della rete è stato il Ceo del Robben Island Museum, Mava Dada, nel corso di una videoconferenza che si è svolta in settimana. Da una parte il sindaco Massimo Mulas, l'assessora al Turismo Gian Simona Tortu, il consigliere comunale Claudio Piras, che ha scritto il progetto, l'ex sindaco di Castelsardo, Franco Cuccureddu, nella veste di ideatore dell'iniziativa, il direttore del Parco nazionale dell'Asinara Vittorio Gazale e Marirosa Martinelli dell'ufficio Marchio del Parco. Dall'altra, con Mava Dada, il presidente e la referente dell'Associazione assistenziale italiana in Sud Africa, Francesco Solinas e Maria Grazia Galimberti, il Ceo del Robben Island Museum, Pascall Taruvinga e il direttore delle promozioni per il Turismo del Comune di Cape Town, Enver Duminy.

L'incontro è stato l'occasione per registrare l'interesse del Museo di Robben Island e dell’ufficio turistico di Cape Town. I dirigenti della struttura dove Nelson Mandela fu incarcerato per 18 anni dei 27 di detenzione, hanno dichiarato che il progetto è in linea con le politiche di marketing turistico sviluppate dall'isola.

La riunione è servita per costituire un sottogruppo di lavoro, che inizierà a redigere il protocollo d'intesa per la creazione della Rete, sottogruppo in cui il Comune sarà rappresentato dall'assessora Gian Simona Tortu e dal consigliere Claudio Piras. (g.m.)

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