I piccoli tesori nascosti di via Fontana Vecchia

Basterebbe lo sfalcio dell’erba e un po’ di pulizia per creare un interessante percorso archeologico

PORTO TORRES. Ci sono luoghi poverissimi di storia, di monumenti capaci di raccontarne qualcosa, ma in grado di valorizzare al massimo quanto hanno. Ce ne sono altri, come Porto Torres, in cui la mole di ricchezze storico-archeologiche è tale da avere oggettive difficoltà a valorizzarle tutte. Eppure, in alcuni casi, basterebbe davvero poco per rendere fruibile qualcosa di sconosciuto ai più. Uno degli esempi più tipici si trova in via Fontana Vecchia, incastonato lungo il costone roccioso che s'affaccia sul Rio Mannu.

In quell'area, paralleli alla strada, vi sono un pozzo in trachite di ottima fattura ed altre tracce di storia più recente. Soprattutto, nella parte superiore del costone roccioso, sono presenti strutture pertinenti ad una fornace in cui, tra la fine del I e la fine del II sec. d.C., venivano prodotti piccoli busti fittili rappresentanti Cerere, la dea delle messi, e lucerne. La fornace cessò di produrre a cavallo del III secolo d.C., venendo poi inglobata all'interno della cinta muraria di Turris Libisonis databile al III secolo d.C. un tratto della quale, costruita con grossi blocchi di calcare squadrati, si trova a pochi metri dalla fornace. Poco più in basso, unica testimonianza visibile dalla strada, è lo speco dell’acquedotto. Alcuni blocchi in calcare che lo sormontavano sono crollati negli ultimi anni e giacciono proprio sotto. Lo speco dell'acquedotto è il solo elemento visibile dalla strada perchè tutto il resto è coperto da un'altissima vegetazione. Uno sfalcio della stessa, insieme ad una pulizia dalle immondizie spesso abbandonate dagli incivili, renderebbe una passeggiata in via Fontana Vecchia qualcosa di attraente per chi, visitata l'area archeologica, volesse recarsi a piedi nella non lontana basilica.

Emanuele Fancellu

WsStaticBoxes WsStaticBoxes