“Vivila tutta”, a scuola di cure palliative
Volge al termine il percorso dell’organizzazione Franco Mura e del Liceo Castelvì
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SASSARI. Si possono affrontare con gli alunni della scuola superiore le tematiche del dolore, della sofferenza umana, delle malattie terminali e della morte? Parte da questa domanda fondamentale il percorso di formazione avviato dall’Organizzazione di Volontariato Franco Mura per le cure palliative, insieme al Liceo Margherita Di Castelvì nell’ambito del progetto “Vivila tutta!” finanziato dalla Fondazione di Sardegna. Il progetto si concluderà il giorno 9 giugno alle ore 11 presso l'aula magna "Lidia Massarella" con la premiazione del concorso rivolto alle studentesse e agli studenti del liceo nel quale si premieranno le migliori elaborazioni letterarie, grafiche e musicali sul tema delle “cure palliative”.
I relatori dei tre incontri si sono collegati in videoconferenza con 250 alunni per affrontare una tematica di grande importanza sociale e civile, ma utile anche nell’ottica dell’orientamento. Con la supervisione del presidente dell’associazione Enrico Mura, della dottoressa Patrizia Masala, del professor Alberto Merler e del dottor Agostino Sussarellu, i relatori degli incontri hanno presentato ai partecipanti in che cosa si concretizzano le “cure pallative” , finalizzate a migliorare la qualità di vita del paziente e della sua famiglia, provvedere al sollievo dal dolore e dagli altri sintomi motivo di sofferenza, assicurare ai pazienti e alle loro famiglie un'assistenza continua e globale, “accompagnare” il malato terminale durante l'ultimo periodo della sua vita. Gli incontri sono stati preceduti dalla somministrazione di un questionario i cui risultati, elaborati dagli studenti della 3° A del liceo di Scienze Umane, coordinati dalla professoressa Cipullo, saranno resi noti in occasione dell'incontro finale di giugno. La partecipazione degli alunni è stata molto alta, grazie anche alla capacità dei relatori di offrire spunti di riflessione e di attualità alla conversazione, dai quali è scaturita la necessità che anche il territorio di Sassari possa in futuro avvalersi di un hospice per le cure palliative . Dopo questa prima sperimentazione il percorso proseguirà nel prossimo anno con il coinvolgimento di altri istituti scolastici.
I relatori dei tre incontri si sono collegati in videoconferenza con 250 alunni per affrontare una tematica di grande importanza sociale e civile, ma utile anche nell’ottica dell’orientamento. Con la supervisione del presidente dell’associazione Enrico Mura, della dottoressa Patrizia Masala, del professor Alberto Merler e del dottor Agostino Sussarellu, i relatori degli incontri hanno presentato ai partecipanti in che cosa si concretizzano le “cure pallative” , finalizzate a migliorare la qualità di vita del paziente e della sua famiglia, provvedere al sollievo dal dolore e dagli altri sintomi motivo di sofferenza, assicurare ai pazienti e alle loro famiglie un'assistenza continua e globale, “accompagnare” il malato terminale durante l'ultimo periodo della sua vita. Gli incontri sono stati preceduti dalla somministrazione di un questionario i cui risultati, elaborati dagli studenti della 3° A del liceo di Scienze Umane, coordinati dalla professoressa Cipullo, saranno resi noti in occasione dell'incontro finale di giugno. La partecipazione degli alunni è stata molto alta, grazie anche alla capacità dei relatori di offrire spunti di riflessione e di attualità alla conversazione, dai quali è scaturita la necessità che anche il territorio di Sassari possa in futuro avvalersi di un hospice per le cure palliative . Dopo questa prima sperimentazione il percorso proseguirà nel prossimo anno con il coinvolgimento di altri istituti scolastici.
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