Palazzetto, ampliamento a rischio

Entro martedì Integra dovrà sostituire Ser.Co.Ge bloccata dall’antimafia, in caso contrario potrebbe saltare l’appalto

SASSARI. Scadrà martedì prossimo il termine ultimativo che Palazzo Ducale ha dato al consorzio Integra per riaprire il cantiere del PalaSerradimigni. Chiuso dal 31 maggio, giorno in cui il prefetto di Napoli ha emanato un provvedimento interdittivo antimafia ai danni della ditta esecutrice dei lavori: la Ser.Co.Ge, che ha dovuto immediatamente sospendere tutte le attività. Le interlocuzioni tra il Comune e il consorzio di cooperative che si è aggiudicata il milionario appalto relativo ai lavori di ampliamento sono costanti, e arrivare alla rottura non è interesse di nessuno. L’amministrazione però è stata tassativa: attendere l’esito del ricorso al Tar della Ser.Co.Ge, che si dice sicura di rientrare immediatamente in white list, è fuori discussione. Come tenere fermo il cantiere oltre il 15. Integra dovrà, come consentito dal codice degli appalti, indicare un nuovo esecutore dei lavori, o l’appalto, secondo una procedura prevista dal codice antimafia, sarà risolto.

Una prospettiva da incubo, che avrebbe sicuri strascichi giudiziari, e che costringerebbe gli uffici a rivedere l’intera architettura dell’appalto, diviso in due lotti. Quando è arrivata la seconda trance di finanziamenti è stato possibile affidare al consorzio Integra il 50 per cento in più delle opere rispetto al contratto originario, come previsto dalle norme in materia di appalti pubblici, con Ser.Co.Ge che ha apportato le variazioni per adeguare il progetto esecutivo, con una perizia di variante di oltre 2 milioni e 800mila euro approvata dall'amministrazione il 10 dicembre. E ci sono ulteriori 2,4 milioni lavori da appaltare con i fondi regionali dedicati al completamento dell’opera. Un castello complesso che potrebbe crollare se si dovesse partire da capo. Con il blocco del cantiere che durerebbe mesi e il progetto che rischierebbe di slittare di anni.

La speranza di Palazzo Ducale è che Integra provveda a indicare, pescando tra i suoi 140 soci distribuiti su tutto il territorio nazionale, un nuovo esecutore dei lavori, anche se l’impressione è che il consorzio stia cercando di prendere fino all’ultimo giorno utile per capire di che livello e gravità sono i problemi di Ser.Co.Ge, pronto a chiedere una proroga al Comune se la soluzione sarà a portata di mano. Di sicuro anche per un cambio do esecutore dei lavori serviranno settimane. E l’estate, momento propizio per le complesse lavorazioni sul tetto, rischia di passare infruttuosamente, con il sogno di un palazzetto da 6500 posti che rischia di rimanere tale. E l’incubo di un lungo cantiere che azzoppi l’unica struttura cittadina di questo genere, che si profila come una sempre più certa realtà.

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