L’ultima scena di Rosario sul teatro della vita

Addio a Morra, attore napoletano che da oltre vent’anni aveva scelto Porto Torres come la sua città

PORTO TORRES. In silenzio, come un’ultima scena sul teatro della vita. Senza applausi. Se n’è andato Rosario Morra, aveva 59 anni, attore E regista napoletano, da quasi 25 anni insieme alla famiglia aveva scelto di stare a Porto Torres. Rosario era un portotorrese a tutti gli effetti e da qui si muoveva per continuare a svolgere il suo lavoro in giro per i teatri italiani. Una vita dedicata alle scene, la sua. Gli piaceva recitare e insegnare, per questo negli anni aveva messo in piedi - insieme alla moglie Stella - corsi, laboratori, punti di formazione per avvicinare i giovani al teatro. Aveva fondato la “Bottega dei teatranti”, le difficoltà ne avevano un po’ rallentato il percorso. Stravagante come lo sono un po’ tutti gli artisti, ma anche geniale, mai banale, polemico quanto basta per provocare una reazione che poi utilizzava per costruire. Porto Torres perde un pezzo del suo patrimonio culturale e artistico, e poco importa se molti non si erano accorti del valore di Rosario Morra. Lui aveva cominciato giovanissimo sulla ribalta partenopea, guidato dal maestro Mario Santella. É stato il più giovane direttore artistico napoletano del Teatro Ausonia che ha guidato per sei anni. Alla fine degli anni Novanta lo sbarco in Sardegna e la scelta di restare a Porto Torres. Un profilo basso nonostante la sua attività artistica di spessore lo avesse portato a recitare accanto ai più grandi del teatro napoletano. Grande attenzione per gli ultimi, aveva accettato nel 2005 l’idea di dirigere un progetto di recupero sociale, attraverso una scuola di recitazione. Con la scomparsa di Rosario la città si scopre più povera, perde un talento che sapeva essere se stesso in scena e nella vita. (gb)

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