La Nuova Sardegna

Sassari

«Ospedale Segni con pochi primari»

«Ospedale Segni con pochi primari»

A Ozieri i sindaci della provincia ribadiscono le criticità del distretto sanitario

2 MINUTI DI LETTURA





OZIERI. Sono state ribadite ieri in seno alla conferenza socio-sanitaria dei sindaci della provincia di Sassari le criticità dell’ospedale Segni e del sistema sanitario del Logudoro e del Goceano, oggetto nelle scorse settimane di due ordini del giorno approvati prima dalla commissione consiliare sanitaria del Comune di Ozieri e in seguito dalla conferenza dei sindaci del distretto sanitario. Un lungo elenco di problemi che ruotano tutti principalmente intorno all’annosa questione della carenza di personale - medici, infermieri, Oss, tecnici, biologi - che sta mettendo a rischio alcuni servizi.

Nell’ospedale Segni mancano dei primari, quindi alcuni reparti sono senza direzione, ma è un po’ in tutti i servizi che si riscontrano le criticità; dal nosocomio al poliambulatorio di Bono sino all’assistenza domiciliare. Se, come ha detto il sindaco di Ozieri Marco Murgia, «la spinta dei sindaci del distretto di Ozieri continua incessante nella direzione di apertura di un dialogo positivo con Ats e Regione», la riunione di ieri, anche se riunitasi alla presenza del solo direttore Sensi, è stata occasione solo per abbozzare questi temi, che però sono entrati di diritto nell’ordine del giorno della riunione convocata per la prossima settimana. In essa viene richiesta la partecipazione della commissione regionale Sanità, che già nei precedenti documenti i sindaci del distretto di Ozieri avevano richiesto, insieme con quella del direttore Sensi e del commissario Temussi. Solo con un dialogo con questi soggetti decisori si potranno sviscerare appieno le varie questioni, sia come detto quelle interne all’ospedale sia quelle della sanità territoriale. Tra queste, le più urgenti paiono essere le carenze del servizio dialisi (gravi a Bono come anche a Thiesi, che riversano l’utenza su Ozieri che però a sua volta opera a ranghi ridottissimi) o del centro di salute mentale, che negli ultimi mesi non sta riuscendo a garantire un’assistenza adeguata a un’utenza che con il protrarsi della pandemia è in continuo aumento. E tutto ruota intorno alla mancanza di medici. (b.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative