Centro per l’autismo Gena a rischio chiusura

L’Ats comunica le dimissioni di sei pazienti: «Esauriti i fondi». Il direttore Marras: «Modi inaccettabili»

SASSARI. «I fondi extrabudget sono esauriti, il 28 e il 29 giugno dovranno essere dimessi dal vostro Centro per l’autismo sei pazienti». La comunicazione è arrivata come un fulmine a ciel sereno all’Opera Gesù Nazareno nei giorni scorsi, con due mail inviate dalla direzione del Dipartimento di salute mentale e dipendenze Zona Nord dell’Ats. Gli ospiti dovranno quindi fare i bagagli un’altra volta: erano entrati alla Gena, unico centro per l’autismo del Nord Sardegna, lo scorso agosto, provenienti dal “San Giovanni Battista” di Ploaghe, ed ora dovranno traslocare – ha detto l’Ats – nella struttura residenziale “I Mandorli”, a Rizzeddu. Per «procedere a una rivalutazione dei bisogni di salute di ciascuno».

«L’altro ieri ho comunicato ai familiari e agli amministratori di sostegno dei 6 pazienti la volontà unilaterale dell’Ats di procedere alla dimissione e ho provato a capire se erano a conoscenza di questa decisione; ma neanche loro sono stati coinvolti né tantomeno informati di quando disposto – afferma il direttore dell’Opera Gesù Nazareno, Michele Marras – . Trovo queste modalità inaccettabili dal punto di vista umano; perché stiamo parlando di persone, esseri umani che si trovano in una condizione particolare, l’autismo, per cui qualsiasi cambiamento se non adeguatamente preparato e supportato può comportare effetti gravissimi».

L’inserimento alla Gena, nel 2020, era avvenuto dopo un confronto tra l’equipe riabilitativa con quella di Ploaghe, e incontri alla Sgb per conoscere e visitare i pazienti e acquisire le informazioni necessarie per rendere proficuo il loro ricovero alla Gena. Erano stati coinvolti anche i familiari e gli amministratori di sostegno informandoli su quale sarebbe stato il percorso degli ospiti. Un percorso durato due mesi. «Ora invece si procede alle dimissioni non per motivi “riabilitativi” né per inviarli in un’altra struttura per l’autismo che possa andare incontro ai loro bisogni – sottolinea Marras – . Lo si fa tramite mail, per ragioni di budget e comunicando di metterli fuori dalla struttura con i loro effetti personali in 10 giorni».

Il direttore della Gena non contesta la legittima possibilità dell’Ats di decidere con chi stipulare i contratti e quale budget assegnare: «Contesto la fretta e l’assenza di empatia verso queste persone, contesto la mancanza di “dialogo” con l’Opera Gesù Nazareno da parte di Ats».

Per organizzare il servizio (accreditato per erogare 12 prestazioni in regime residenziale e 9 prestazioni giornaliere in regime diurno) la Gena ha assunto personale e sopporta dei costi. «Ora ci vediamo privati di fondi per 300mila euro e ciò mette a rischio la stessa sussistenza del nostro centro per l’autismo. Una risorsa, crediamo, per tutto il Nord Sardegna che deve essere messa in condizioni di lavorare: altrimenti è inutile illudere i pazienti e i loro familiari che anche nel nostro territorio esiste un punto di riferimento per andare incontro ai loro bisogni», conclude Marras. (p.f.)



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