Epidemia colposa nelle Rsa a Sassari e Ossi, contestata la morte di 49 ospiti

La Procura della Repubblica di Sassari ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a dieci persone

SASSARI. Erano tutti ospiti di case di riposo e residenze sanitarie assistenziali. Fragili e affidati alle cure degli operatori che durante la pandemia hanno lavorato giorno e notte a perenne rischio di contagio. Molti di quegli anziani, nei mesi più critici dell’emergenza sanitaria, hanno contratto il covid e sono deceduti. Ora la Procura della Repubblica di Sassari – che proprio per individuare eventuali responsabilità per quei decessi aveva aperto un’inchiesta condotta sul campo dai carabinieri del Nas con la collaborazione dello Spresal – ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a dieci persone chiamate a rispondere dei reati di epidemia colposa e omicidio colposo plurimo.

La prima struttura finita sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti è la casa di riposo “Villa Gardenia” di Ossi dove a morire furono quattordici anziani. Nel registro degli indagati la rappresentante legale della cooperativa che gestisce la residenza, un’altra persona che esercita i poteri di fatto del datore di lavoro e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Ugualmente quattordici vittime ci furono nella Rsa “San Nicola” di Sassari. Qui le persone che il procuratore Gianni Caria e il sostituto Paolo Piras hanno indagato sono cinque. Si tratta dei rappresentanti legali della “Segesta Gestioni srl” e della “Mosaico cooperativa sociale onlus” (con appalto della gestione di servizi integrati). E ancora del direttore sanitario e dei responsabili del servizio di prevenzione e protezione della Segesta e della Mosaico. La terza struttura è l’istituto “Casa Serena”, sempre a Sassari. I reati di epidemia colposa e omicidio colposo plurimi sono stati contestati al rappresentante legale e al responsabile del servizio di prevenzione e protezione della “Coop A.S.” che aveva in appalto il servizio di assistenza. Tutti e dieci gli indagati sono inoltre chiamati a rispondere di una serie di violazioni della normativa a tutela della salute dei lavoratori.

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