Viaggio nelle carceri il Sappe domani a Bancali

Il segretario generale Donato Capece impegnato in un tour in Sardegna E a Sassari da alcuni giorni è in atto una protesta dei detenuti islamici

SASSARI. Tocca anche il carcere di Bancali il tour del Sindacato autonomo Polizia penitenziaria nelle carceri sarde per verificare le condizioni di lavoro dei poliziotti. Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha avviato la visita negli istituti dell'Isola: ieri mattina è stato a Cagliari -Uta e nel pomeriggio a Oristano. Oggi, invece, sarà a Nuoro, e domani si sposterà a Sassari dove gli aderenti al Sappe hanno già segnalato una serie di problematiche. Tra i temi in agenda del segretario generale del Sappe c’è sicuramente quello delle aggressioni al personale della polizia penitenziaria e quello della gestione dei detenuti con patologie di natura psichiatrica.

«Il sistema penitenziario - ha detto ieri Capece – per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Lo diciamo da tempo, inascoltati: la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, dall'aver tolto le sentinelle della Polizia penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, dalla mancanza di personale, dal mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento». Secondo i dati del sindacato, in Sardegna sono oggi detenute circa duemila persone. Il Sappe sollecita un intervento urgente delle istituzioni e del ministro della Giustizia Marta Cartabia.

Intanto a Bancali in questi giorni si registra un nuovo problema - con qualche tensione che spinge a tenere alta l’attenzione - nella sezione 9, quella dell’As2 (alta sorveglianza) dove sono reclusi i detenuti islamici. Dal 22 giugno i detenuti hanno avviato una protesta che è andata in crescendo e che sarebbe caratterizzata anche dallo sciopero della fame. Una situazione che sarebbe legata al tipo di carni inserite nel vitto e anche alla particolarità delle macellazioni. Una protesta, quindi, che avrebbe origine da questioni di carattere religioso ma che avrebbe a che vedere anche a una serie di disposizioni recenti che sono state adottate nella gestione del carcere sassarese e che riguarderebbero, in parte, proprio la sezione alta sorveglianza 2 che ospita i detenuti islamici.

La visita del segretario generale del Sappe, in questo caso, servirà per avere una valutazione complessiva delle criticità indicate nell’istituto sassarese e per rappresentare a livello nazionale alle istituzioni competenti le proposte per le eventuali soluzioni. (r.cr.)



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