Le sentinelle controllano gli ingressi

Nonostante i blitz delle forze dell’ordine a dettare legge è ancora chi spaccia

SASSARI. Alcuni vanno avanti e indietro per ore lungo la via, altri controllano dalle finestre o dalle porte socchiuse e altri ancora stazionano davanti agli incroci strategici: quello più esposto con corso Vittorio Emanuele e quello meno in vista con via Lamarmora, negli ultimi anni sempre più deserta e dimenticata.

Impossibile varcare una delle due porte d’accesso a via San Donato senza non essere visti, scrutati con sospetto o peggio ancora seguiti da chi da qualche anno si è impossessato di una parte del quartiere, trasformandolo in un supermercato dello spaccio a cielo aperto (e non solo) e non gradisce intrusioni.

Sono sempre loro, le sentinelle, a dettare legge in questo budello che conduce, tra le altre cose, anche a una scuola elementare e a una delle chiese più antiche della città, la stessa che dà il nome al rione.

Le forze di polizia conoscono il sistema, come chiunque viva da queste parti, e ogni tanto intervengono con un blitz. Gli arresti creano scompiglio per qualche giorno, poi il sistema riparte. Chi è finito dietro le sbarre viene sostituito da qualcun altro che non ha niente da perdere, perché il mercato dell’eroina e della cocaina non si può fermare.

La vendita di droga inizia presto ogni mattina e va avanti per tutta la giornata. I consumatori di droga, quelli in astinenza da eroina, ma anche gli assuntori di cocaina del week end, sanno che entrando in via San Donato troveranno quello che stanno cercando. La vendita avviene in maniera velocissima. La sentinella individua l’acquirente, gli cammina accanto e gli chiede cosa gli serva. Pochi istanti dopo sparisce e chi deve acquistare la droga si ritrova faccia a faccia con il pusher che ritira il denaro e gli consegna la dose. (l.f.)

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