La fontana di Rosello ripulita dalle erbacce

Squadre del Comune in azione ieri anche nell’area di Monte d’Accoddi  L’intervento straordinario dopo l’ennesimo rinvio per i giardinieri Lavoras

SASSARI. Via le erbacce dalla Fontana di Rosello e del sito archeologico di Monte d’Accoddi, con il suo altare prenuragico unico nel Mediterraneo.

Ieri mattina due squadre inviate dal settore Cultura del Comune hanno ripulito a fondo i due monumenti, che versavano in condizioni davvero precarie.

Un intervento di emergenza, pagato con i fondi del settore, deciso nei giorni scorsi dopo la segnalazione della dirigente sul rischio per l’agibilità dei due siti, i più gettonati della Rete museale Thamus. Con Monte d’Accoddi, aperto anche nel week-end, frequentatissimo da comitive di turisti e la meravigliosa fontana del XVII secolo, con i suoi cantaros e le statue che raffigurano le stagioni e i richiami tardo-rinascimentali che ne fanno un monumento unico, che sono i punti di forza della Sassari che aspira a diventare meta turistica, e non erano per la città davvero un bel biglietto da visita.

Il problema è che il personale che si sarebbe dovuto occupare sia della pulizia dei siti che del servizio di guida è inchiodato nei meandri burocratici del bando regionale Lavoras, mai stato così inefficiente. Partito con particolare ritardo per i problemi legati al Covid (le selezioni devono essere fatte obbligatoriamente in presenza) e andato avanti da un rinvio all’altro, con visite mediche appena completate, corsi di formazione ancora da finire, e tempi ancora incerti per entrare in servizio.

Risultato: i gioielli cittadini che, per la loro natura monumentale, vanno puliti da personale specializzato (che è già stato selezionato e assunto) erano fino a ieri in condizioni impresentabili. E molti servizi di accompagnamento e informazioni che l’amministrazione aveva programmato di mettere in campo non sono proprio ancora potuti partite.

Un incubo, a cui alla fine il settore Cultura guidato dall’assessora Rosanna Arru ha deciso di mettere in parte riparo attingendo da casse tutt’altro che piene per gli interventi spot di pulizia, ma che sta portando l’amministrazione a pensare di rivedere completamente la gestione della Rete museale Thamus.

L’idea sarebbe di affidare almeno i pezzi più pregiati, cioè quelli in grado di reggersi sulle proprie gambe grazie alla biglietteria, alla gestione di cooperative. Sicuramente Monte d’Accoddi, e forse anche la Fontana di Rosello che, se valorizzata adeguatamente, potrebbe sicuramente attirare più turisti, e che comunque merita la massima attenzione in quanto simbolo della città. Si vedrà, per ora l’unica cosa rimasta da fare è attendere che i Lavoras siano messi nelle condizioni di mettersi al lavoro, magari prima che la stagione turistica finisca, permettendo alla città di lustrare almeno un po’ i suoi tesori.

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