La Nuova Sardegna

Sassari

Torre aragonese vandalizzata

di Gavino Masia
Torre aragonese vandalizzata

Nonostante i proclami del Comune il monumento sta cadendo a pezzi. E all’interno c’è una discarica

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PORTO TORRES. È il primo monumento che ammirano turisti e viaggiatori che arrivano con le navi di linea – quelle che collegano lo scalo marittimo alle rotte nazionali e internazionali – ma rischia di perdere il suo grande fasciano a causa dei continui atti vandalici e del disinteresse cronico delle istituzioni pubbliche. Stiamo parlando della torre aragonese, simbolo storico e anche sociale di Porto Torres, che viene presa di mira da giovani che si danno appuntamento a tarda sera per vandalizzare il patrimonio pubblico.

La scala di accesso alla torre rappresenta oramai da anni un rischio pericoloso per quanti si vogliono avventurare nei primi scalini per farsi immortalare in una foto. La finestra inferiore è invece oggetto di lanci di pali di segnaletica già divelta e qualche ragazzino, nel tentativo di entrarvi, avrebbe preso una brutta caduta. Di controlli la sera manco a parlarne, su quella costruzione che si erge imperiosa sul porto commerciale con i suoi settecentoventi anni di storia. Per quanto riguarda la sua tutela strutturale, invece, nessuno in tutti questi anni gli enti interessati non si sono minimante preoccupati di riqualificarla e renderla fruibile al pubblico. Solo per le festività natalizie la torre diventa improvvisamente utile da illuminata esternamente, mentre per altri eventi fa da bello sfondo al prato verde che viene regolarmente manutenzionato.

All’interno del monumento ci sono rifiuti e un diffuso degrado in quasi tutti i piani. E da allora nessun tentativo di bonifica, perché il rimpallo tra enti produce alla fine il disinteresse per intervenire. Il tracciamento della planimetria dello scalo marittimo indica nuovi confini demaniali di Porto Torres ed esclude la stessa torre Aragonese dalle competenze dell’Autorità di sistema portuale. Un decreto di sdemanializzazione che avrebbe dovuto essere confermato dall'Agenzia del demanio e dalla Corte dei conti per il controllo di legittimità. La nuova amministrazione comunale non ha mai dato alcuna notizia ufficiale su chi è ora l’ente che ha competenze sul monumento, anche se trovandosi all’interno del perimetro cittadino lo stesso Comune dovrebbe fare uno sforzo importante per evitare che la torre cada a pezzi. Con i vetri delle finestre rotti e la porta della terrazza staccata, i piccioni trovano purtroppo la strada per entrare all’interno e depositare ovunque il guano. Otto mesi fa l’assessora alla Cultura Maria Bastiana Cocco sottolineava l’importanza della torre Aragonese per la coalizione che ha vinto le elezioni. «La torre ha un ruolo fondamentale all’interno del Piano strategico per i beni culturali – aveva detto – presentato dal sindaco durante la campagna elettorale: l’auspicio che esprimiamo è che la torre possa diventare uno degli elementi cardine della riprogettazione del rapporto tra area portuale e area urbana». Oltre la speranza, però, ci vogliono certezze e soprattutto interesse a riqualificare il monumento che si affaccia alla città e al mare.

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