Dializzati, 60 pazienti verso il trasferimento
Sopralluogo dei vertici Aou nel centro fatiscente del Santissima Annunziata Aned all’attacco: «Intervenga il prefetto e il commissario sblocchi i lavori»
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. La drammatica situazione del centro dialisi del Santissima Annunziata, in condizioni fatiscenti, potrebbe portare al trasferimento degli 60 dializzati cronici in centri del territorio. È quanto emerge da un sopralluogo nella clinica, fatto giovedì mattina dal direttore sanitario dell’Aou Franco Bandiera e dal commissario straordinario Antonio Lorenzo Spano, accompagnati dal Primario di Nefrologia Dialisi e Trapianto Maria Cossu
Un ipotesi che mette in allarme l’Aned, l’associazione nazionale emodializzati, che per bocca del suo segretario regionale Annibale Zucca attacca: «Chiediamo che intervenga il Prefetto di Sassari in quanto, se si dovesse realizzare tale progetto, i dializzati cronici in uscita dal Santissima Annunziata (circa 60), si troverebbero in serie difficoltà in quanto i Centri attualmente presenti sul territorio non sarebbero in grado strutturalmente di recepire un numero così elevato di pazienti e si priverebbe il principale e fondamentale presidio ospedaliero di un importante punto di riferimento per i dializzati, cosa assurda per una città come Sassari, senza considerare il fatto che molti dei dializzati cronici presentano diverse comorbilità e non potrebbero essere assistiti nei Centri periferici qualora avessero urgenti necessità».
«In questi ultimi giorni – continua Zucca – sono giunte alla nostra Organizzazione numerose segnalazioni da parte di decine di pazienti, i quali lamentano l'evidente stato di degrado in cui si trova la suddetta struttura. Recentemente inoltre, la stampa regionale ha riportato di una visita, compiuta in tale reparto, da parte di Desirè Manca, consigliere Regionale del Movimento 5 stelle, intenzionata proprio a verificare lo stato d'avanzamento dei lavori di ristrutturazione, previsti e finanziati ormai da tempo. La conseguenza di tale sopralluogo ha portato Manca a presentare un'interrogazione all'assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu e al presidente della Giunta Cristian Solinas».
«La stranezza dell'intera vicenda – attacca il segretario dell’Aned – è che se a suo tempo i ritardi nei lavori poteva trovarere giustificazione per la crisi pandemica, oggi appare incomprensibile, così come altrettanto incomprensibile appare tenere ancora bloccati dei lavori finanziati appositamente per ridare a una struttura obsoleta la sua giusta ricollocazione strutturale. Speriamo che il Commissario Aou prenda la decisione di ridare vigore ai lavori per le opere in oggetto e dia mandato a chi di competenza per far ripartire gli indispensabili lavori. Così facendo, si riporterebbe dignità e sicurezza agli ammalati, nonché a tutto il personale costretto a lavorare in ambienti non consoni alla professione sanitaria». «L’Aned Sardegna – chiude Annibale Zucca – insieme ai nefropatici e i loro familiari sono pronti a promuovere manifestazioni e iniziative di ogni genere per fare in modo di essere ascoltati». (r.cr.)
Un ipotesi che mette in allarme l’Aned, l’associazione nazionale emodializzati, che per bocca del suo segretario regionale Annibale Zucca attacca: «Chiediamo che intervenga il Prefetto di Sassari in quanto, se si dovesse realizzare tale progetto, i dializzati cronici in uscita dal Santissima Annunziata (circa 60), si troverebbero in serie difficoltà in quanto i Centri attualmente presenti sul territorio non sarebbero in grado strutturalmente di recepire un numero così elevato di pazienti e si priverebbe il principale e fondamentale presidio ospedaliero di un importante punto di riferimento per i dializzati, cosa assurda per una città come Sassari, senza considerare il fatto che molti dei dializzati cronici presentano diverse comorbilità e non potrebbero essere assistiti nei Centri periferici qualora avessero urgenti necessità».
«In questi ultimi giorni – continua Zucca – sono giunte alla nostra Organizzazione numerose segnalazioni da parte di decine di pazienti, i quali lamentano l'evidente stato di degrado in cui si trova la suddetta struttura. Recentemente inoltre, la stampa regionale ha riportato di una visita, compiuta in tale reparto, da parte di Desirè Manca, consigliere Regionale del Movimento 5 stelle, intenzionata proprio a verificare lo stato d'avanzamento dei lavori di ristrutturazione, previsti e finanziati ormai da tempo. La conseguenza di tale sopralluogo ha portato Manca a presentare un'interrogazione all'assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu e al presidente della Giunta Cristian Solinas».
«La stranezza dell'intera vicenda – attacca il segretario dell’Aned – è che se a suo tempo i ritardi nei lavori poteva trovarere giustificazione per la crisi pandemica, oggi appare incomprensibile, così come altrettanto incomprensibile appare tenere ancora bloccati dei lavori finanziati appositamente per ridare a una struttura obsoleta la sua giusta ricollocazione strutturale. Speriamo che il Commissario Aou prenda la decisione di ridare vigore ai lavori per le opere in oggetto e dia mandato a chi di competenza per far ripartire gli indispensabili lavori. Così facendo, si riporterebbe dignità e sicurezza agli ammalati, nonché a tutto il personale costretto a lavorare in ambienti non consoni alla professione sanitaria». «L’Aned Sardegna – chiude Annibale Zucca – insieme ai nefropatici e i loro familiari sono pronti a promuovere manifestazioni e iniziative di ogni genere per fare in modo di essere ascoltati». (r.cr.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
