«Al Don Bosco un polo comunale»

Ittiri, la proposta lanciata da “Uniti per fare”: riuniamo tutti gli uffici nell’ex scuola

ITTIRI. Nei giorni scorsi si è tenuto, in Piazza Odeon, l’incontro con i cittadini, programmato dal gruppo di maggioranza “Uniti per fare”, per discutere sulla destinazione dell’edificio Don Bosco di via Marini che, fino a qualche anno fa, ha ospitato le scuole elementari. Lo stabile rappresenta una delle strutture più grandi e più caratteristiche sotto il profilo architettonico, frequentato da migliaia di alunni, tra i quali personalità che hanno dato lustro a Ittiri e al territorio. Il confronto con la cittadinanza, sul futuro dello storico edificio che recentemente è stato oggetto di alcuni importanti interventi di efficientamento, sia dal punto di vista strutturale che energetico, è servito a dare indicazioni utili, per un suo ottimale utilizzo. «Le motivazioni che hanno spinto il gruppo di maggioranza a fare questa importante proposta – spiegano in una nota – sono state illustrate durante il confronto con la cittadinanza. Esistono dei dati oggettivi che attestano una diminuzione del tasso di natalità in città, con un calo del fabbisogno scolastico che, ad oggi, risulta ampiamente soddisfatto dai plessi di via Turati e via Porcheddu, attualmente anche sovradimensionati».

L’idea del gruppo “Uniti per fare” per il futuro del Don Bosco – proseguono – «è quella di far convergere gli uffici comunali, attualmente dislocati in tre strutture, alcune delle quali inadeguate e non fruibili, in un unico edificio che diventerebbe un vero e proprio “polo” comunale, accentrando i vari uffici di committenza garantendo alla cittadinanza una maggior qualità dei servizi offerti». L’obbiettivo della proposta fatta dal gruppo di maggioranza è, quindi, quello di creare le basi per la rinascita di una struttura così importante, attraverso un progetto che porterebbe, oltre a una migliore qualità dei servizi al cittadino, una riduzione importante dei costi di gestione dei locali che ospitano gli uffici comunali. A testimonianza di questa esigenza si è rivelata utile una serie di dati statistici, inconfutabili e ampiamente illustrati con grafici, proiettati durante il dibattito, focalizzando l’attenzione sulla densità demografica, sui costi per ogni singola struttura e sui finanziamenti derivanti dalla progettualità per il cambio di destinazione d’uso.

Vincenzo Masia



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