«Prima gli anziani, poi i no vax egoisti»

L’Ordine dei Medici durissimo sul trasferimento dei pazienti da Lungodegenza

SASSARI. La smobilitazione di Lungodegenza di Ittiri è in stand-by. Nel reparto restano ancora quattro pazienti, con i familiari a far quadrato contro il trasferimento in altri ospedali lontanti anche 100 chilometri, anche a colpi carte bollate e diffide di avvocati. Intanto nella Lungodegenza ci sono anche problemi di personale, perché due medici sono attualmente in malattia e non c’è l’organico sufficiente per coprire i turni di notte.

Sulla vicenda, della quale si sono occupati i sindacati e anche la politica, interviene anche l’ordine dei medici: «È inaccettabile il trasferimento dei pazienti a lungodegenza da Ittiri ad altri ospedali, lontani dalla provincia di Sassari, per convertire le strutture in reparti Covid – dice Nicola Addis, presidente dell’Ordine dei medici di Sassari in una lettera inviata all’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu e al

commissario straordinario dell’Ares Massimo Temussi – i pazienti dell’ospedale di Ittiri, “in prevalenza anziani e fragili” hanno già subito un grave trauma psicologico con l’allontanamento dal loro ambiente familiare, cui si aggiungerebbe un ulteriore stress organico e psichico con il loro trasferimento. a questo si aggiunge la difficoltà obiettiva delle visite dei loro congiunti. Non è ammissibile considerare le strutture dell’Ats Sardegna alla stregua di un’unica struttura, indipendente dalla collocazione geografica. La strategia del reclutamento di reparti da dedicare alla cura dei pazienti affetti da Covid 19, era giustificata fino a qualche mese fa, ma diventa inaccettabile ora che il 70% dei ricoveri potrebbe essere evitato con la vaccinazione, viste le percentuali dei pazienti in terapia intensiva per Coronavirus che, al 90 per cento, risultano non vaccinati».

«Ci chiediamo – conclude la lettera del presidente Addis all’assessore Nieddu e al commissario Temussi – fino a quando si voglia spingere nel sacrificare soggetti affetti da altre patologie per garantire ricoveri che potrebbero essere evitati da atteggiamenti irresponsabili, indolenti, egoisti e vigliacchi. Ma, a scanso di equivoci, e nello spirito del nostro mandato, ovvero la tutela della salute, reclamiamo il rispetto di un principio di equità nell’assistenza sanitaria. Chi non si vaccina per propria scelta non può acquisire priorità rispetto ad altri malati, ugualmente gravi (cardiopatici, pneumopatici, oncologici, anziani fragili), né per quanto concerne le tempistiche, né riguardo alla scelta delle sedi».

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