Fine settimana all’insegna dell’inciviltà

Cittadini indignati: nel weekend gran parte della città è in balia degli sporcaccioni

PORTO TORRES. Ogni weekend, in particolare nelle notti del venerdì e del sabato, Porto Torres diventa terra di nessuno, alla mercé di maleducati che, impunemente, la sporcano, suscitando le indignate proteste – ormai spesso sui social o nelle catene di Whats app – dei tanti cittadini perbene.

Alcuni esempi: sabato pomeriggio, via del Melo, Serra li Pozzi. A pochi passi dal cestino in cui depositare i rifiuti – vuoto –, sul marciapiede, due cartoni di pizza, un pacco di patatine, bottiglie di plastica schiacciate. Domenica mattina – in realtà anche lunedì, perché lì nessuno si è preoccupato di raccogliere l'immondizia –, scalinata tra Serra li Pozzi e la “bretella”: bottiglie di plastica, tubetti di patatine, un vassoio per paste con involucro cartaceo volato poco oltre.

Domenica mattina – in questo caso ritirato il giorno seguente –, parcheggio dello Scoglioricco: sotto il cestino dei rifiuti ricolmo di ogni genere di mondezza, cartoni di pizze con resti alimentari per la gioia di alcune cornacchie che pasteggiano, bottiglie in plastica e di birra in vetro con bicchieri in plastica, vassoi per patatine fritte, un bustone con diverse bottiglie d'acqua in plastica. Per non farsi mancare nulla, nella stessa area, appoggiato al muraglione, un carrello di un supermarket. Situazioni simili si trovano sovente nei pressi delle scalinate del parcheggio de La Piccola e in diverse zone della città.

Si parla spesso di città turistica, si critica lo scarso decoro pubblico, ma di fronte a simili frequenti spettacoli, c'è poco da fare. E poi c’è via Amsicora, alle spalle del palazzo comunale: rifiuti sul marciapiede, sui davanzali delle finestre e davanti ai portoni della case: bottiglie di birra e alcolici, cartoni di pizze. Da anni si parla di installare microcamere nei luoghi più sensibili, eppure non se ne vede traccia. Ma prima ancora occorre insegnare l'amore per Porto Torres e il rispetto per l'ambiente.

Emanuele Fancellu

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