Scomparso a Ploaghe, il figlio: «C’è chi sa che fine ha fatto mio padre»

L’appello di Roberto Manca a quattro anni dalla scomparsa del genitore: confermata la ricompensa a chi fornirà notizie

SASSARI. Quattro anni, neppure un segno. Niente di niente. E quasi non si sa più neanche dove cercarlo Guido Manca, 69 anni al momento della scomparsa, e del quale si sono perse definitivamente le tracce il 25 settembre del 2017 (il giorno prima si era allontanato dalla struttura protetta di Ploaghe dove era stato assegnato). Il figlio Roberto, non riesce a darsi pace. E anche ieri ha rinnovato una ricompensa ind enaro a chiunque sia in grado di fornire indicazioni utili anche solo per ritrovare il corpo del padre. «Mio padre – racconta Roberto Manca – uscì indisturbato dalla struttura il 24 settembre del 2017. Era il suo quinto giorno li dentro, tra l'altro con un protocollo (come affermarono operatori e operatrici) che prevedeva di dormire in una camera con la porta tagliafuoco metallica per il primo mese. E allora, quando mio padre disse che andava a dormire, lo lasciarono andare senza seguirlo, restando nella sala mensa con gli altri e le altre ospiti? La zona notte stava al piano di sopra con accessi e uscite in ogni dove, altro che protocollo». Guido Manca era stato inserito nella struttura protetta con un provvedimento della Procura in regime di arresti domiciliari.: «A maggior ragione sarebbero serviti controlli adeguati da parte degli operatori».

Roberto Manca ieri ha evidenziato come siano trascorsi quattro anni e nessuno si è mai fatto avanti. «Eppure io resto convinto del fatto che nella comunità di Ploaghe qualcuno o qualcuna sa. La somma che avevo annunciato qualche anno fa è sempre confermata: ovviamente se qualcuno, anche in forma anonima, ci permetterà di trovare qualcosa di riconducibile a mio padre, che ritengo sia morto lì, in quella zona».

Roberto Manca sostiene che non essendo scattato subito l’allarme (cosa che invece doveva essere immediata), si è perso tempo prezioso e determinante. «Mio padre, dopo aver passato la notte all'aperto, il 25 mattina ha serenamente preso un caffè alla macchinetta della vicina struttura di Neuropsichiatria infantile, chiacchierando con due dottoresse che non potevano sapere nulla». Sono passati 4 anni, e la vicenda della scomparsa di Guido Manca si carica di altre assurdità. «La legge italiana – afferma Roberto – riesce a farti ulteriormente soffrire. Mio padre è “una pratica” assegnata a una giudice tutelare, che a sua volta l’ha affidata a un Amministratore di sostegno: le due figure dovrebbero tutelare gli interessi e il patrimonio di mio padre. E a mio padre, ufficialmente solo scomparso, l'Inps ha sospeso la pensione di invalidità. Nessuno ha tutelato mio padre. E inoltre, mio padre ha ereditato due piccoli appartamenti - chiusi da allora -, uno si trova ad Alghero e il condominio sta richiedendo (giustamente) il versamento delle quote: di chi sarà la responsabilità quando scatterà un decreto ingiuntivo rischiando di far vendere l'appartamento? Noi non abbiamo il diritto legale di interessarci di quei beni».

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