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Sassari

Incendio, chieste 13 condanne per i rom

Incendio, chieste 13 condanne per i rom

Nel 2015 i fumi di un rogo nel campo nomadi erano arrivati fino all’ospedale

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SASSARI. È stato rinviato per la conclusione delle arringhe dei difensori il processo a carico di tredici rom accusati di associazione a delinquere e in particolare di essere responsabili di un grosso incendio scoppiato nel 2015 nel campo di Piandanna che, secondo la tesi della Procura, aveva messo a rischio anche la salute dei pazienti di Terapia intensiva e Neonatologia del vicino ospedale. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a cinque anni per l’imputato principale, Serif Sulejmanovic, e a quattro anni per gli altri dodici. Tutti difesi dagli avvocati Marco Salaris, Marco Palmieri, Cinzia Cossu, Sabrina Mura, Cristina Chessa.

Sei anni fa, accogliendo le richieste del sostituto procuratore Mario Leo che aveva coordinato le indagini, il gip aveva emesso le ordinanze di custodia cautelare al termine di una articolata attività investigativa scaturita dalle numerose segnalazioni per il fumo proveniente dal campo nomadi di Piandanna, nella periferia di Sassari, che aveva reso insalubre l’aria nel vicino ospedale sassarese. L’indagine aveva permesso di individuare un sodalizio criminale dedito alla gestione di una discarica non autorizzata, alla combustione illecita di rifiuti, al getto pericoloso di cose e alla ricettazione. Ognuno per l’accusa avrebbe avuto un ruolo preciso, dall’innesco delle fiamme alla gestione delle operazioni, dall’occultamento delle tracce dei roghi alla vedetta per avvisare dell’arrivo delle forze dell’ordine. Era anche emerso che sarebbero stati depositati abusivamente all’interno del campo ingenti quantitativi di rifiuti – carta, cartone, cavi di gomma e plastica, indumenti e mobili usati – che smaltivano col fuoco anche per estrarre il rame dai cavi elettrici rubati, provocando un serio pericolo per l’inquinamento del suolo e dell’aria, visto che i fumi contenevano diossina.

Almeno in sette circostanze si era reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco, con le fiamme che in un’occasione erano arrivate nel terreno vicino, dove c’era un’abitazione privata. Nel corso dell’inchiesta erano state effettuate oltre 80 acquisizioni video, dalle quali era stato possibile risalire ai responsabili e ad addebitare loro almeno 95 roghi in 65 giorni. (na.co.)

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