Via Canalis diventa un album di foto

Dieci pannelli dell’artista Pina Monne raccontano la vita quotidiana di Tula

TULA. Sarà una via che racconta il passato, il presente e il futuro, Via Rino Canalis a Tula, grazie all’installazione di dieci pannelli ceramici posizionati sul muraglione che costeggia la via e che termina nella centrale Piazza IV Novembre. Le creazioni, realizzate dall’artista Pina Monne, con laboratorio a Tinnura, in provincia di Oristano e conosciuta oltre mare per la maestria con cui tratta l’argilla e la decora, sono state incastonate in riquadri da un metro per un metro e hanno trasformato la via in un album fotografico a cielo aperto. Il realismo dei disegni, tratti da immagini vere, è di alta fattura e il visitatore potrà soffermarsi a guardare scene di vita quotidiana, aspetti di vita rurale, momenti legati alle attività preminenti del paese come la coltivazione del grano, l’allevamento del bestiame, la ferratura dei buoi o la lavorazione del formaggio.

C’è spazio anche per la storia passata legata alla Seconda Guerra Mondiale con un primo piano del martire Rino Canalis, trucidato dai tedeschi nelle Fosse Ardeatine, per l’archeologia con il complesso nuragico di Sa Mandra Manna ed anche la religiosità con l’antica chiesa campestre di Nostra Signora di Coros.

«Abbiamo deciso di riprodurre tutti gli aspetti che hanno caratterizzato al vita del nostro paese, come ad esempio l’emigrazione nel riquadro in cui è presente il pullman che nella prima metà del secolo scorso garantiva collegamenti con le città più importanti ma era anche il veicolo che accompagnava dolorosamente i nostri giovani in terra straniera – ha detto il sindaco Gino Satta -. Il futuro invece è rappresentato dalla diga e dalle pale eoliche del parco di Sa Turrina Manna, energie rinnovabili per le quali Tula ha sempre avuto un ruolo significativo». L’investimento totale è stato di 10mila euro e insieme alle dieci creazioni sono stati realizzati, sempre in ceramica, anche lo stemma cittadino ed altre lastre per la piazza che verranno posizionate nei prossimi giorni. «Si vuole rappresentare ciò che è stato in modo che – ha concluso Satta- dalla conoscenza si possano porre basi per orientarsi verso un futuro da costruire insieme». (f.s.)

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