Antemurale, i cassoni a Piombino

Saltata la possibilità di realizzarli a Porto Torres: nei cantieri locali solo le lavorazioni secondarie

PORTO TORRES. «I cassoni galleggianti per la realizzazione del nuovo antemurale saranno realizzati a Piombino e il resto delle lavorazioni sarà invece effettuato in loco con il coinvolgimento di imprese e maestranze isolane: i lavori dovrebbero partire nella prima metà del prossimo anno».

Parole del sindaco Massimo Mulas durante l’audizione di ieri mattina della commissione Portualità, presieduta da Gavino Ruiu, che ha fatto un bilancio sugli incontri avuti la scorsa settimana con il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Massimo Deiana e con i sindaci della Rete metropolitana. La decisione di spostare la produzione dei cassoni a Piombino deriva da una scelta del Collegio consultivo tecnico composto da un rappresentante per ciascuna delle due controparti - ovvero l’Adsp e la società Sales che si è aggiudicata i lavori - e un terzo scelto di comune accordo con funzione superpartes di presidente per redimere alcune controversie emerse nella fase esecutiva del contratto. Una volta superata la questione, la procedura dovrebbe riprendere con i ritmi stabiliti e procedere speditamente per l’inizio lavori.

Non è stata dunque accolta la richiesta sollecitata espressamente dal presidente della Regione, Christian Solinas, di riportare la realizzazione dei cassoni a Porto Torres per permettere ricadute economiche sul territorio e una più agevole gestione dei lavori. Con la conclusione dei lavori all'antemurale, opera pubblica da oltre 30 milioni di euro, si ipotizza che la banchina degli Alti fondali ospiterà le navi da crociera e le motobarche dello strascico verranno spostate nella darsena pescherecci: i maxi yacht potranno attraccare nella darsena di fronte il piazzale Colombo e rimarranno solo tre aree "sterili" quali il molo Segni, gli Alti fondali e molo di ponente dove attraccano i traghetti.

«La riqualificazione e la rigenerazione del Porto – ha aggiunto Mulas – è considerata cruciale da tutti i sindaci della Rete metropolitana: si tratta di un risultato politico importantissimo e che rappresenta un'opportunità per il rilancio dello scalo e la sua ricollocazione al centro dei traffici del Mediterraneo. Il primo aspetto fondamentale è aumentare il volume delle rotte verso Porto Torres, in modo da diminuire i costi per chi accede ai servizi del nostro scalo e la sua ricollocazione al centro dei traffici mediterranei. Si sta prendendo in considerazione l'idea di realizzare un sovrappasso pedonale per collegare il terminal crociere all'area sterile ed è stato aperto un ragionamento con l'Autorità portuale per valorizzare l'area archeologica con la realizzazione di percorsi interni e teche illustrative, attraverso il passaggio della gestione dei lavori al Comune».

Sul tavolo anche l'ipotesi di utilizzare una parte del porto industriale come bacino di carenaggio per la demolizione delle navi. Si tratta di un'attività che è fiorente in altre parti del mondo e che vede Porto Torres in una posizione strategica all'interno del Mediterraneo per questo tipo di lavorazioni. «Da parte dell'autorità di gestione del porto c'è piena disponibilità ad autorizzare questo tipo di attività – ha concluso il sindaco –, ma è necessaria l'iniziativa di privati che devono essere capaci di accedere a finanziamenti, anche regionali, per attrezzare l'area per questo tipo di attività. Si ragiona di avviare all'interno del porto industriale la cantieristica navale, un'attività che sarebbe vista di buon occhio dai comuni di Alghero, Stintino e Castelsardo che sono votati alla diportistica e che avrebbero bisogno di avere nelle vicinanze un servizio del genere».

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