Obbligo vaccinale: ecco cosa accade a chi non lo osserva

L’Ats ha individuato, sulla base dei nominativi forniti dalle aziende sanitarie, gli operatori sanitari non vaccinati. Li ha contattati, invitandoli a fornire la documentazione comprovante l’effettuaz...

L’Ats ha individuato, sulla base dei nominativi forniti dalle aziende sanitarie, gli operatori sanitari non vaccinati. Li ha contattati, invitandoli a fornire la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione, l’omissione o il suo differimento, quindi la presentazione della richiesta di vaccinazione o l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale. Scaduti i termini per la presentazione della documentazione, se questa non viene presentata l’Asl di residenza dell’interessato invita l’operatore a sottoporsi a vaccinazione. Decorsi inutilmente anche questi termini e accertata l’inosservanza dell’obbligo vaccinale, l’Asl la comunica all’interessato, al datore di lavoro e all’Ordine professionale di appartenenza. L’adozione di accertamento da parte dell’Assl determina la sospensione di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o il rischio di diffusione del contagio. Quando il datore di lavoro riceve la comunicazione di accertamento di inosservanza all’obbligo vaccinale può adibire il lavoratore anche a mansioni inferiori. Ma quando non è possibile fare questo il lavoratore viene sospeso sino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021. In caso di sospensione non sono dovuti retribuzione e compensi.

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