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cronaca

Padre Manzella, nuove speranze per la beatificazione

Riparte l’iter della causa, ferma dal 1964, del missionario amatissimo dai sassaresi


06 giugno 2022 di Mario Girau


SASSARI. Non è dietro l’angolo, ma sicuramente è più vicina la beatificazione di padre Giovanni Battista Manzella. Il “Summarium documentorum”, cioè l’insieme dei documenti più importanti relativi alla vita e all’opera di questo vincenziano, che per i sardi dovrebbe essere già sugli altari, è quasi pronto e prossimo ad esser stampato. «È la base per costruire la biografia documentata e l’esposizione (Informatio) delle virtù eroiche praticate dal Servo di Dio» dice padre Giuseppe Guerra, il postulatore delle cause di santità riguardanti i sacerdoti della “Congregazione della Missione” e le suore “Figlie della carità”.



Con questa notizia l’84.mo anniversario della morte, avvenuta il 23 ottobre 1937, viene celebrato nel segno della speranza. La causa di beatificazione ferma dal 1964 non solo è ripartita, come richiesto dal cardinale Angelo Becciu due anni fa a Papa Francesco, ma è prossima al primo traguardo: la sistemazione di tutti i documenti in un unico “summarium”, che verrà consegnato ai teologi della Santa Sede. Recuperare i ritardi non sarà possibile, ma è importante rimettere in movimento un iter che, subito dopo il processo diocesano concluso a Sassari 57 anni fa, aveva registrato una battuta d’arresto, perché furono richiesti altri documenti, necessari per chiarire alcune dichiarazioni poste da una testimone. «Senza entrare nel merito della santità, e senza pronunciarsi sulla consistenza o meno di eventuali obiezioni, la Chiesa, come è avvenuto e ancora avviene per tante altre cause di beatificazione, non vuole che la beatificazione o canonizzazione di un santo sia divisiva, suscitando reazioni che, per quanto possano essere ingiustificate, è meglio evitare, a costo di lunghi anni di ritardi e attese. Per padre Manzella - ha scritto il postulatore su “Libertà” settimanale della diocesi sassarese - finalmente è arrivato il momento e l’iter è ripreso a pieno ritmo».

I tempi di una causa di beatificazione non sono mai brevi. Per papa Paolo VI ci sono voluti 36 anni dopo la morte, 43 per Papa Luciani; 159 per Elisabetta Sanna, addirittura 411 anni per padre Francesco Zirano. Il più veloce Giovanni Paolo II: 6 anni. Il lavoro è lungo, spiega padre Guerra: «Il processo diocesano realizzato a Sassari negli anni ’40 e ‘50 del secolo scorso a quell’epoca era fatto in vista di un ulteriore “processo apostolico” oggi non più richiesto. Si tratta perciò di sostituire con una ricerca supplementare quello che sarebbe stato fatto nel processo apostolico». Operazione completata per la gioia di numerosi devoti di padre Manzella, che in continuazione ne alimentano la “fama di santità spontanea, continua e diffusa”, altro requisito fondamentale per far procedere una causa di beatificazione.

Una fama conquistata sul campo dal missionario nato a Soncino, in provincia di Cremona il 21 gennaio 1855, da giovanissimo materassaio e commesso in un negozio di ferramenta, diventato sacerdote a 38 anni. Nel 1900 Manzella è inviato a Sassari, cuore della sua opera per la Chiesa sarda: formatore del clero, ispiratore e realizzatore di ospizi, orfanotrofi, asili, assistenza ai carcerati e ai poveri, giornalista (nel 1910 fonda il settimanale “Libertà”), fondatore dell’Istituto delle Suore del Getsemani. Soprattutto a piedi e a cavallo gira gran parte del nord Sardegna, dove predica per 37 anni (350 missioni popolari) annunciandosi col suono di una tromba come “banditore del Vangelo”.

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