Il gruppo Quiteria riscopre la storia di Sassari

Quattro appassionati valorizzano gli ambienti locali. L’ultimo evento al cimitero monumentale

SASSARI. L’intento è quello di far conoscere un lato della città che, pur essendo ben presente tra le strade, è poco considerato nella quotidianità. Forse è normale sia così, ma ogni tanto occorre ricordare cosa e chi c’è stato prima e in particolare cosa è stato lasciato oggi. Per questo il Gruppo Quiteria si occupa di promozione storica e culturale di Sassari. E uno dei suoi luoghi preferiti è il cimitero monumentale. Fiore all’occhiello della società e dell’arte del secolo scorso, che combatte con i fisiologici segni di cedimenti e degrado.

Storia e arte. Nel gruppo Quiteria (il nome è preso dall’omonimo romanzo storico di Pompeo Calvia) il nucleo è composto da Maria Rita Piras, Laura Lanza, Cristina Marche e Fabrizio Vanali. Le prime due sono insegnanti, dell’istituto tecnico Angioy, e sono loro a scoprire di avere in comune la passione per la storia che le porterà ad attivarsi per organizzare incontri culturali, prima di tutto rivolti ai loro studenti, circa quattro anni fa. Di lì a poco si ritrovano a partecipare all’Art Noveau week, manifestazione che ogni anno l’associazione nazionale Italia Liberty svolge in tutte le città italiane dove sono presenti tracce dello stile popolare tra fine ’800 e primi del ’900. Scatta la scintilla e nel tempo nascono conferenze, rievocazioni storiche e le passeggiate culturali.

Passeggiate al cimitero. L’ultima si è svolta di recente proprio al cimitero monumentale. La passeggiata letteraria “all’ombra dei cipressi” con letture a più voci ha raccolto la curiosità di numerose persone. «Pensiamo che a Sassari ci siano diversi luoghi che andrebbero valorizzati o di cui è bello ricordarne la storia e l’importanza – così Laura Lanza e Maria Rita Piras –, per questo, a stretto contatto con la direttrice, organizziamo eventi al cimitero», lì dal 1837 e che nel tempo ha raccolto grandi nomi e grandi bellezze scultoree. «Mi ci sono appassionato dopo aver visto le statue del cimitero di Genova. Con occhi diversi sono tornato in quello di Sassari e mi sono interessato agli scultori dietro le opere esposte», lo dice Fabrizio Vanali, che è anche colui che cura la pagina facebook del cimitero monumentale insieme a Fabio Ladinetti.

Statue e monumenti. «Il mio preferito? Giuseppe Sartorio». Ma la passione lo ha portato a cercare praticamente tutti gli artisti che hanno creato, un tassello alla volta, le bellezze presenti. «Le mie ricerche le compio consultando – sembra fatto a posta – i vecchi numeri della Nuova Sardegna. Nel periodo dei morti ogni anno pubblicava un articolo con le nuove statue al monumentale». Qualche monumento comincia a mostrare i segni del tempo. «Vero, ma più che del Comune, in questo caso la responsabilità è delle famiglie delle tombe. Che in passato erano nobili o ricche, ma ora non più, o gli eredi non hanno interesse». L’ultimo grande restauro è stato nel 2020, ai graniti e ai bronzi della piramide di Francesco Ardisson.

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