La Torres fa battere il cuore alla città

Dal “biglietto sospeso” ai successi in campo: in poche settimane i sassaresi hanno ritrovato l’amore per la loro squadra

SASSARI. La nuova Torres è inclusiva, estroversa, spumeggiante. E anche molto generosa. Col “biglietto sospeso” la nuova dirigenza abbraccia tutta la città (ricambiata) perché non è da tutti aggiungere un posto a tavola e riservarlo a chi, per un motivo o per l’altro, quel pranzo avrebbe potuto solo guardarlo da lontano. I primi a sedersi a fianco della squadra rossoblù sono stati i ragazzi speciali della Ge.Na., seguiti dagli anziani della Casa della Divina provvidenza. E poi toccherà ad altri, con un programma in fase di allestimento che per sua natura «dipende dal momento. Le idee sono tante, quello che ci spinge è il desiderio di condividere con più persone possibile quello che resta un patrimonio della città e del territorio» dice il presidente Stefano Udassi. Uno che da bambino la maglia rossoblù se la portava a letto e dopo averla onorata in campo a suon di gol continua a onorarla e valorizzarla anche da dirigente.

«L’idea del biglietto sospeso è nata abbastanza casualmente – racconta il presidente della Torres –: ci siamo resi conto che alcune persone al botteghino avevano voluto lasciare qualche euro in più e invece di incassarli abbiamo decisi di convertirli in biglietti per la partita, che abbiamo poi donato ai ragazzi della Ge.Na.. La volta successiva non abbiamo aspettato di controllare il botteghino e abbiamo invitato gli ospiti della Divina provvidenza, continuando così il lavoro che era stato avviato da chi ci ha preceduto. Adesso stiamo studiando nuove iniziative e, anzi, siamo aperti a tutte le proposte, ci piacerebbe contattare anche quelle associazioni che hanno meno visibilità delle altre. Sicuramente è un momento felice per la Torres, c’è molto entusiasmo in città e questo a sua volta agisce da moltiplicatore generando altro entusiasmo. Portiamo avanti il nostro sogno, facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità. Sapendo anche che non siamo perfetti e magari faremo anche degli errori, ma lo spirito che ci anima è quello di valorizzare come merita il nome e la storia della Torres».

E quando si parla di storia, è giusto cominciare a insegnarla ai giovani: «I ragazzi del settore giovanile sono già nostri ospiti in tribuna, anche se per ora non si vedono – spiega Stefano Udassi –. E il prossimo passo sarà programmare delle iniziative strutturate nelle scuole per far conoscere la Torres, il suo presente e il suo passato ai più giovani. I tempi sono cambiati, i giovani hanno tanti interessi non è così scontato che sappiano bene che cosa sia la Torres e quanto questa squadra faccia parte del patrimonio di Sassari».

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